Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

lunedì 23 marzo 2015

Rosa ... in breve

Benvenuti lettori, nel mio rifugio segreto.
Io sono Rosa, La Lettrice di Casa (ma che di tanto in tanto, in alcuni momenti felici, si trasforma ne La Scrittrice di Casa, ancora col suo romanzo ben custodito nel cassetto) e se vi andrà vi accompagnerò in quello che spero sarà un piacevole itinerario fra i libri, ovviamente, rigorosamente soltanto quelli che leggerò . Vi avverto subito però: con molta probabilità non sarò in grado di aggiornarmi quotidianamente, ma prometto di non lasciarvi per più di un mese senza almeno un post. Inoltre dei libri che potranno capitarmi fra le mani, non necessariamente tutti finiranno su questo blog: quelli di cui vi racconterò saranno solo quelli in grado di accendere, per un motivo o per un altro, il mio interesse. Infine alcuni post (fra cui due precedenti, uno su Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf e uno su I ponti di Madison County di Robert James Waller) sono o saranno reperibili in futuro nella rubrica del martedì Matti per le Matte del blog delle Matte da leggere.

Soltanto due parole, ma credo siano d’obbligo, a scanso di equivoci, su quella che ho definito La mia lettura.  
Non ho alcuna pretesa naturalmente di catalogare oggettivamente (mah, un avverbio piuttosto sterile, in ogni caso, nel campo dei libri) lo stile, le capacità di un autore. Non a caso, invece che affidarmi ai freddi, irrevocabili numeri, ho scelto di fare ricorso agli aggettivi, legati di più ad una spensierata soggettività. Vorrei che fosse chiaro infatti che quelle che leggerete saranno letture assolutamente personali, con cui potrete essere d’accordo o meno. Anzi, se aveste opinioni diverse, suggerimenti, consigli … vi prego sinceramente di farmelo sapere.

Per qualsiasi informazione, per richieste di collaborazione, 
curiosità, 
o semplicemente per un po' di tempo
fra lettori
potete contattarmi a questo indirizzo:

rosasusi93@gmail.com

Io vi aspetto qui … alla prossima lettura.

venerdì 20 marzo 2015

FIFTY SHADES, E.L. James

Premessa

Devo confessarlo, prima di iniziare: ho letto i libri in Pdf su Google (la mia prima volta), perché non ero affatto sicura che ne sarebbero valsi la pena; non solo, ma ancora adesso sono dibattuta (scusate, non è voluto il gioco di parole) fra un cinquanta e cinquanta. Perciò in questo post non potrò convincervi a comprare e leggere Fifty Shades, ma vorrei che un messaggio arrivasse chiaro: non affidatevi mai al chiacchiericcio e alla disinformazione (sospetto anzi che siano stati questi i due ingredienti del successo della trilogia). Per quanto infimo un libro possa essere, valutatelo solo in base al vostro giudizio, non parlate con altre parole se non le vostre. 




Incipit:

Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa.
E. L. James, Cinquanta sfumature di grigio
Traduzione di Teresa Albanese
Mondadori


Stile di scrittura: incolore

Complessità dei personaggi: medio-bassa

La mia lettura

Okay, mi arrendo. Devo mettere per bene, tutto, nero su bianco, tutte le mie contrastanti impressioni, altrimenti impazzisco: il caro, vecchio Metodo Petrarca.
Oddio, spero non sia blasfemo nominarlo qui, in questo spazio, visto che oggi non parleremo di alta letteratura, e purtroppo (e sottolineiamo mille volte “purtroppo”)  neanche di scritture particolarmente brillanti. Oggi parliamo del lui e della lei che al momento per celebrità hanno scalzato persino Edward Cullen e Bella Swan.
Lei è Anastasia Steele (cognome rivelatore: questa ragazza è veramente d’acciaio), una ragazza candida, semplice, come tante, senza grandi ambizioni se non il sogno di incontrare l’amore. Ma ironia (o crudeltà?) della sorte s’innamora perdutamente dell’uomo che più sbagliato di così non si può: questo lui è Christian Grey, il miliardario, il dio greco, il Dominatore sessuale, il bambino fragile … Mr Fifty Shades.
Ecco, loro due sono il polo attorno a cui ruota la trilogia, perché in effetti (e questo è già una primo, non trascurabile peccataccio) gli altri personaggi, anche quelli da cui ci si aspetterebbe un certo peso nella storia, sono appena abbozzi. L’unico a salvarsi, forse, per quanto strano possa sembrare, è Taylor, il braccio destro, il tuttofare in pratica, di Christian Grey: di lui si dice così poco, ma si vedono sparsi qua e là tanti di quei piccoli indizi che è impossibile non fermarsi un minuto a fantasticarci sopra.
Ma quello su cui proprio non posso transigere, come già pronosticato, è che la penna di Erika Leonard, alias E. L. James, decisamente non fa presa sufficiente … soprattutto se si considera l’enorme potenzialità della storia. Insomma, la Twilighter che è in me non può che agonizzare al pensiero di cosa avrebbe mai potuto fare quel geniaccio di Stephenie Meyer con un materiale tanto promettente. Anche perché bisogna riconoscere che alcuni momenti sono piuttosto ben costruiti, emozionano, e mi riferisco in particolare al finale del primo libro (beh sì, qui ho pianto come una fontana, lo ammetto) e a buona parte del secondo e poi … sì, rileggere in appendice, dopo l’epilogo, il primo incontro fra Ana e Christian dal punto di vista di lui è stato inatteso e commovente, perché vedi quanta strada sono riusciti a fare insieme: come entrambi all'inizio siano stati ingannati dalle apparenze, per poi pian piano scoprirsi, accettarsi … amarsi per quello che sono. E ti rendi conto che il fatto stesso che Anastasia sia capitata (ehm, caduta lunga distesa per essere precisi) nell'ufficio di Mr Grey per un puro, fortuito caso ha dell’incredibile, dice già tutto: avrebbero potuto non incontrarsi affatto, e invece Ana è stata un bellissimo, miracoloso imprevisto nella vita di un uomo che tiene tutto sotto controllo.

Perciò, un consiglio ai potenziali lettori, per evitare che cadano come me nel tranello di un errato calcolo dell’orizzonte di attesa: non sono romanzi per adulti (contando, ovviamente, sulla maturità che un ragazzo o una ragazza dovrebbe aver già acquisito a sedici anni) e non aspettatevi qualcosa di brutale e carnale come Marguerite Duras. Non fraintendetemi, però: i temi sono forti, eccome, fanno discutere, ma Fifty Shades non è in grado di reggerne il peso; non a caso, Ms James nel finale sceglie una soluzione facile, sceglie il lieto fine. Consiglio quindi di considerarla come una favola dark.

Rimangono solo poche altre cose da espungere.

1 Una scrittrice che ha la pretesa di definire “erotici” i suoi romanzi, dovrebbe sapere che non è certo la minuzia dei dettagli a fare la differenza in una scena di sesso e che non basta il semplice enunciato “Non sono mai stata baciata così” a rendere visibile quel “così”.

2 In risposta alle voci agguerrite delle femministe: in un rapporto sadomasochista, come si può evincere dalla stessa lettura dei romanzi, i termini “Dominatore” e “Uomo” non sono equivalenti, cioè l’Uomo non è per definizione il Dominatore. Vogliamo ricordare che Christian Grey è un ex Sottomesso?

3 Il massimo della tensione si raggiunge nel primo libro, fra i capitoli 6 e 7. Ammetto che prima di entrare nella Stanza Rossa, mi sono presa un intermezzo di TV con mio fratello. Ma leggete il libro una seconda volta e scoprirete che l’adrenalina è scomparsa.

4 E. L. James dovrebbe baciare i piedi a Dakota Johnson e Jamie Dornan per aver regalato alla storia una profondità e uno spessore che lei non è riuscita a raggiungere.

5 E a chi parla di “scandalo” … francamente, risparmiatevi una parola così importante per un romanzo che ne sia degno.

Parole nuove: clitoride, laptop, loop

Se fosse una canzone: Love me like you do, Ellie Goulding.
Da un mese ormai, la prima cosa che faccio la mattina, dopo aver aperto gli  occhi e prima di fare colazione, è canticchiarla fra me e me. Con grande disperazione di mio fratello.

Il giudizio di BP: Guarda e passa                               



giovedì 19 marzo 2015

The TWILIGHT saga, Stephenie Meyer

Incipit:

Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un’occasione, ma di sicuro non l’avrei mai immaginata così.

Stephenie Meyer, Twilight, Prefazione
Traduzione di Luca Fusari
Fazi Editore

Stile di scrittura: magnetico

Complessità dei personaggi: medio-alta

La mia lettura

Archiviati finalmente i capitoli Filologia Romanza e Letterature Comparate di quel libro senza fine che ha per titolo Esami, come precedentemente stabilito con me stessa, per le prime settimane del mese di Marzo mi sono imposta TASSATIVAMENTE (con grande soddisfazione!) solo letture libere.
Alla fine, a dispetto dei golosi richiami dei libri più recenti regalatimi per Natale, la mia scelta è caduta sulla rilettura (che in effetti adocchiavo e agognavo da parecchio) della saga di Twilight: ho concluso i miei giorni di beatitudine proprio martedì scorso, distesa come un pascià sul divano, ascoltando in completa e perfetta estasi la colonna sonora e le canzoni dei film.

La trama di quella che è stata acclamata da mezzo mondo come la più bella storia d’amore di sempre è ormai risaputa e, se me lo consentite, preferirei risparmiarmi un crimine così orribile quale sarebbe tentarne un riassunto: finirei per ridurre uno splendido arazzo a un triste moncherino.
No, quello che vorrei, qui, è cercare di trasportarvi per qualche secondo nell'atmosfera magica, nell'incantesimo da cui ci si sente avvolgere accostandosi alle pagine della saga. E, allora, già che ci siamo, ne approfitto subito per avvertire chiunque non abbia ancora letto i libri illudendosi di conoscere Twilight grazie ai film: posso provarvi (benché Robert Pattinson e Kristen Stewart abbiano tutta la mia approvazione e la mia gratitudine) che si tratta di due esperienze completamente diverse.

Dopo aver passato un amorevole fazzoletto sulla copertina impolverata del primo libro, mi sono chiesta un po’ titubante … ma le mie prime emozioni, quelle che ancora adesso potrei contare una ad una sfogliando le pagine, scorrendo le righe, le ritroverò? Anche dopo aver visto i film (quante volte? Mah, ormai non ne ho idea)?
Beh, forse James e Victoria non mi fanno più venire i sudori freddi … non ho ripetuto a Bella per mezzo libro che era pazza a fidarsi di un vampiro (è triste ammetterlo, ma la prima volta, all'inizio, Edward non mi ispirava molta fiducia) … Ma tutto il resto era ancora lì. A partire dall'unicità del legame tra i due protagonisti.
Ricordo benissimo, infatti, che, allora, la cosa che più mi aveva sorpreso, anzi, per usare la parola giusta, dovrei dire sconvolto era proprio la totalità, l’intensità, la delicatezza di questo sentimento.
Perché Stephenie Meyer non ha semplicemente imbacuccato due marionette per un teatrino improvvisato. Lei ha tratteggiato meravigliosamente ogni personaggio in un mondo incredibile (cos'è uno scrittore se non un “creatore di mondi possibili”?), in cui il soprannaturale vive appena a un passo dall'umano. Bella fa questo passo. E non sarà una scelta indolore: c’è Charlie, il padre con cui ha appena ritrovato un rapporto, dopo essersi trasferita a Forks, c’è Renée, la mamma-ragazzina verso cui si sente protettiva … e c’è Jacob. Il suo migliore amico, il licantropo nemico giurato dei vampiri. Jacob, però, è anche qualcosa di più: è la possibilità di una normale vita umana, la possibilità di una vita che tutto sommato sarebbe molto più semplice e naturale.
Ma c’è Edward.

Edward. Edward. La mia vita e la sua erano due fili intrecciati. Tagliane uno e li recidi entrambi. Se lui fosse scomparso, non sarei stata capace di sopravvivergli. E se fossi scomparsa io, neanche lui sarebbe sopravvissuto. Un mondo senza Edward mi sembrava completamente privo di senso. Edward doveva esserci. 

Stephenie Meyer, Breaking dawn, Libro Terzo,
Traduzione di Luca Fusari,
Fazi Editore

Edward è nella sua vita, è parte della sua vita, in un modo così profondo che neanche la parola “fidanzato” sembra riuscire a suggerire. Lei preferisce chiamarlo il suo "fato", il suo "destino".
In qualche modo, il vampiro buono (sì, lo so, questa definizione è così limitante e riduttiva da suonare come un insulto) e la normale ragazza umana sono due metà che combaciano perfettamente, entrambi sono, nell'intimo, creature solitarie. Ed è bellissimo poter stare lì a scoprirlo, passo passo, pagina dopo pagina … così magico … così reale.
Ecco, è qui che sta la chiave di tutto: è la differenza fra vedere Twilight e entrare dentro Twilight. Quando ci sei dentro, per un momento, riesci a credere davvero che il mondo in cui viviamo sia un posto molto più misterioso di quanto non appaia.

Parole nuove: creosoto, impasse, imprinting, iperventilazione.

Se fosse una canzone: Turning page, Sleeping at last. Io la considero un capolavoro. Ascoltatela e ditemi se queste parole non sembrano uscite dalla bocca di Edward.

Il giudizio di BP: Mi ha stregato