Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

lunedì 30 novembre 2015

Novità dalla bibliosfera #5

Rubrica in cui, ogni fine mese, vi terrò aggiornati su titoli, autori emergenti, voci di corridoio (etc) legati al mondo dei libri. Perché ogni buon lettore che si rispetti ... tiene sempre gli occhi aperti.  

Buon giorno a voi lettori ... in trepidante attesa del Natale.
Ci siamo. Con l'appuntamento di oggi dichiaro chiuso per quest'anno lo spazio dedicato alle Novità.
Eh sì, è vero, scommetto che nelle vostre fantasie dicembre è una specie di ponte d'oro fra novembre e gennaio, o un po' come un'ambasciata in terra straniera: libro in mano, tazza di cioccolata calda fumante (preferibilmente!) e immancabile plaid, e lì belli belli sicuri dell'immunità diplomatica.
Tutto giustissimo.
Peccato che dicembre per la sottoscritta significhi anche rimettere mano ai testi studio. Okay, forse sono un tantino ingiusta, considerato che il Tellini di storia della critica letteraria è diventato uno dei miei libri preferiti. Chissà, magari un giorno vi racconterò anche di questi speciali amici inattesi.

Fate attenzione però, non ho affatto detto che il blog sarà in pausa natalizia, tutt'altro. Vedrete, vedrete.
Alt. Fermi lì. Oggi si parla solo delle mie tre proposte.

I naviganti della blogosfera ne avranno trovato recensioni su recensioni.
Io ci metterò del mio.
Ho scoperto Elisabetta Gnone a dodici o tredici anni, quando mi sono ritrovata Fairy Oak tra le mani. All'epoca Christopher Paolini aveva già sancito il mio ingresso nella dimensione fantasy grazie al Ciclo dell'eredità, così ho accolto con gioia e gratitudine quella semplice ma preziosa favola.
La mamma delle W.I.T.C.H. e delle gemelle Periwinkle ora ci prende per mano e ci accompagna in questa nuova, incredibile avventura.
Seguiremo la storia che Olga racconta al suo amico Bruco, la storia di una bambina di carta che sogna di diventare umana e che per questo si mette in viaggio in cerca della maga Ausolia. Ma lungo il cammino, grazie anche all'incontro con personaggi bizzarri, la nostra piccola eroina scoprirà, per usare le parole della stessa autrice, che proprio "le debolezze in realtà sono dei punti di forza".



Avevo trovato qualche tempo fa la recensione di questo libro sulla pagina La biblioteca di famiglia di Famiglia Cristiana. Ve lo dico subito, quando becco un titolo qui e dico: "Lo voglio!", non resto mai delusa (così ho scoperto Leielui di De Carlo, Perdersi di Lisa Genova e L'ultima riga delle favole di Gramellini).
Questa cari lettori è davvero una fiaba e come ogni fiaba comincia con un "C'era una volta ...".



... capirete adesso che la sopracitata menzione della tanto sospirata tazza di cioccolata aveva un senso. E poi vi ho già fatto intendere che non sono golosa solo di libri.
I miei occhi scorrevano in placida contemplazione delle copertine sulla tavolata di best-sellers della sezione libri di Media World (per me e i mio fratello Il Paradiso dei DVD), e così mi sono fermata, l'ho preso in mano e ho letto la trama sul risvolto di copertina.
Fermatevi a leggere anche voi.


giovedì 19 novembre 2015

Esclusivo #2: LA BUSSOLA D'ORO di P. Pullman

Rubrica per definizione occasionale. Tutto su ristampe, edizioni illustrate e particolarità più sopraffine. 

Stamattina, mentre mi dedicavo al compito altamente serio di viziare il mio palato con le dolci delizie di mia madre (una barchetta di frolla con triplo strato cioccolato, crema e panna: una cosa molto, molto seria!) mi è tornato in mente tutto d'un tratto che avevo un nuovo scoop per questa rubrica.
Qualche giorno fa, gironzolando fra le pagine di FB, mi ero imbattuta nel link di una foto che Laura del blog La Biblioteca di Eliza aveva condiviso. E, ve lo giuro sulla somma anima di Dante, non sono caduta in un'estasi meno profonda.

Perché la foto in questione (e mi tremano le mani mentre lo scrivo) ... era questa.

Titolo: La Bussola d'oro
Autore: Philip Pullman
Editore: Salani
Pagine: 366
Dettagli: cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 19, 80
Ancora adesso mi sento squagliare tutta come un profiterole.
Edizioni così sono il sogno proibito di ogni lettore.

Okay, qui gatta ci cova, starete pensando, e in effetti ... sì, avete ragione.
Non so se lo sapevate, ma La bussola d'oro, primo volume della trilogia Queste oscure materie, osannato ormai come classico per ragazzi, è stato pubblicato nel 1995: esattamente veni anni fa.
Ed ecco che Salani Editore si mette all'opera e ci regala questa meraviglia. Da brava guastafeste vi dico subito però che non è stato ancora confermato lo stesso speciale trattamento per gli altri due libri.
Ma noi ovviamente incrociamo le dita e invochiamo i nostri numi tutelari.


martedì 10 novembre 2015

Serie THE BOSS, Abigail Barnette

Incipit: 

Ci sono giorni che sembrano strani e non capisci il perché fino a quando non succede qualcosa di epocale. Poi ripensi alla mattina che hai vissuto - al caffè che hai accidentalmente rovesciato sulla tua giacca Yamamoto bianca immacolata, alla puzza persistente di aglio che filtra dal frigorifero dell'ufficio, al rossetto che ti macchiava i denti quando flirtavi col ragazzo della colazione - e tutto all'improvviso acquista un senso. 
Per me era uno di quei giorni. 


Abigail Barnette, The Boss
Traduzione di Alice Peretti
Newton Compton



Stile di scrittura: accattivante

Complessità dei personaggi: medio-alta

La mia lettura

Quando ho finito di leggere per la prima volta Cinquanta sfumature di grigio devo ammettere che nella mia assoluta ignoranza mi sono detta: "Cavoli però, è destabilizzante!". 
Adesso, col senno di poi, direi tranquillamente che sul frontespizio di ognuno dei tre libri avrebbero potuto scrivere come sottotitolo Adattamento (mooooooolto) edulcorato e rassicurante del sadomaso per i minori di diciotto anni.

In realtà avrei potuto perdonare già da molto tempo a Ms James il gran pasticcio che ha combinato, insomma non è che si possa essere tutti Nabokov o Duras o Lawrence ... se non fosse che l'erba cattiva ha ormai scandalosamente preso piede, e librerie e store online sono tappezzati di romanzi pseudo-erotici. Per usare le parole di quel genio visionario di Edoardo Bennato "La frittata è fatta!". E la cosa veramente inquietante è che la frittata alla fine dei conti è sempre quella: praticamente come andare in un ristorante a menù fisso. 
Perciò era quasi inevitabile chiedersi: "Ma perché tanti che ci girano intorno e nessuno, ripeto, nessuno che voglia davvero osare?".

Ad Abigail Barnette (pseudonimo di Jennifer Armitrout, da non confondere con la sua quasi perfetta omonima Armentrout, autrice della saga fantasy The dark elements) va senza dubbio riconosciuto di averci almeno provato. Insieme ad una notevole, nient'affatto scontata abilità nel mantenere viva una storia di per sé abbastanza semplice per la bellezza di ben quattro libri (e un quinto in attesa). 

Tutto comincia con The Boss o, nella mia personale parafrasi, Quello che E.L. James non ci ha detto della sottomissione
Quando Sophie quella mattina arriva a Porteras, la rivista di moda che detta legge a New York, non si aspetta nient'altro che un'altra infaticabile giornata agli ordini della schiacciasassi Gabriella Winters (se avete visto Il diavolo veste Prada avete afferrato l'idea), finché dalla porta dell'ufficio non entra l'ultima persona che avrebbe mai pensato di vedere. E così si ritrova all'improvviso catapultata indietro nel tempo a sei anni prima, quando, in un aeroporto di Los Angeles, a causa di un volo in ritardo per Tokyo, ha incontrato questo affascinante sconosciuto dagli intensi occhi verdi e il raffinato accento inglese, con cui ha passato un'unica, indimenticabile notte ... e che adesso si ritrova davanti nella veste inaspettata di suo nuovo capo, Neil Elwood. 
Benché tutto sembri dividerli, l'età, la classe sociale, la professionalità, Neil e Sophie si troveranno ancora una volta attratti l'uno dall'altra, ma quella che comincia come un'innocua, irresponsabile relazione a scopo puramente sessuale, prenderà una piega fatale e Sophie sarà costretta a rimettere in discussione la vita che si è faticosamente costruita in questi anni. 

Dato che mi sono già dilungata più di quanto avrei voluto, direi di mettere subito in chiaro quali sono le cose che ho apprezzato di più.
Prima di tutto, il modo in cui vengono presentati non solo i personaggi, un'operazione tutto sommato abbastanza semplice, ma soprattutto le relazioni che si instaurano tra di loro e il modo in cui queste evolvono. Chicca preziosissima poi la scelta di non raccontare mai per intero quel fatale incontro in aeroporto di sei anni prima, mossa molto astuta perché ogni volta che il lettore pensa di sapere tutto, la voce narrante puntualmente lo smentisce fornendogli una tessera in più del puzzle. La fluidità con cui l'autrice riesce a passare da un'atmosfera più leggera e divertente (su tutti, sicuramente l'episodio del folle acquisto della Birkin in pelle di alligatore da 100.000 dollari da parte di una sconvolta e incredula Sophie) a una più intima e sofferta, o ancora a situazioni dal tasso erotico piuttosto rilevante. Da sottolineare a questo proposito, il fatto che Barnette, a differenza di James e con una più matura coerenza, non si sia castamente tirata indietro ad un certo punto. 
Se infatti Anastasia Steele scopre appena il superficiale livello fisico della sottomissione, Sophie Scaife si abbandona totalmente al suo Signore a un profondo, terrificante livello psicologico.

Il mio intero essere era concentrato su di lui. Nulla esisteva oltre la mia fame di compiacerlo.

Abigail Barnette, The Wedding, pag 881
Traduzione di Diana Osti
Newton Compton Editori 
  
Ecco il punto. Mentre tanti altri si nascondono dietro la definizione francamente dubbia o quantomeno riduttiva "atto fra adulti consenzienti", Abigail Barnette ci mostra la reale natura di questo tipo di relazione: il BDSM non è altro che un grande numero di illusionismo. E questa citazione è rivelatrice in tal senso: il potere di chi è in posizione dominante poggia unicamente sulla sottomissione volontaria e appassionata dell'altro, cioè è il sottomesso a lasciare il potere al dominante.       
Si capisce dunque che il vero problema alla base di un rapporto che prevede pratiche sadomasochiste non è affatto il rischio di ridurre l'altro a un mero oggetto sessuale (se ovviamente il contesto è confidenziale), ma principalmente l'inevitabile scissione dell'io. Per cui onestamente non posso dire di condividere tutto quello che mi sono trovata a leggere, ma in fondo un libro dovrebbe scuoterti, più che rassicurarti. Un libro non è il luogo più adatto per cercare modelli. Una cosa però è certa, se avessi mai la possibilità di intervistare Abigail Barnette, non me la lascerei sfuggire per niente al mondo. 

Immagino che a questo punto dovrei tirare le somme. E dico che The Boss è una serie convincente, gustosa, sensuale, con il giusto tocco di sincerità e serietà ... e con una coppia dannatamente esplosiva!

Parole nuove: gretto

Se fosse una canzone: The power of love, Celine Dion. Perché il luogo più misterioso che abbiamo paura di esplorare è proprio l'amore. E principalmente The Boss è il racconto di questo. 

Il giudizio di BP: Niente male