Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

sabato 30 aprile 2016

Novità dalla bibliosfera #8

Rubrica in cui, ogni fine mese, vi terrò aggiornati su titoli, autori emergenti, voci di corridoio (etc) legati al mondo dei libri. Perché ogni buon lettore che si rispetti ... tiene sempre gli occhi aperti.

Buongiorno lettori!
Oggi, come ogni fine mese, vi presento le novità che più hanno colpito la mia immaginazione.
Nel tedioso periodo del cambio di stagione, quando aprire l'armadio è il compito più arduo della giornata e scegliere cosa indossare vi toglie persino la voglia di uscire ... fate il vuoto dentro e attorno a voi e pensate solo a quale sarà il libro perfetto che saprà tenervi compagnia.

Spazio emergenti

Il libro

Autore: Biancu Sabrina
Titolo dell'opera: Il mondo dell'altrove
Genere: Narrativa
ISBN: 88-471-0785-4
Prezzo: € 12,00
Numero Pagine: 116
Casa editrice: Marco Del Bucchia Editore
Anno/data di pubblicazione: luglio 2015

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Volantino online

Sinossi:

Il testo è composto da cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia.
Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima.
Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire.
La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati.
Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
Il prologo e l’epilogo rappresentano due parti della stessa storia, una metafora che descrive l’animo umano, dapprima in tumulto, sconsolato e triste, pieno di problemi e insicurezze, che, nella seconda parte   sboccia, grazie alla vicinanza delle persone che lo aiutano a credere in se stesso, a superare le difficoltà e a capire di avere uno scopo nella vita. Fa un viaggio introspettivo lungo e doloroso per arrivare ad essere felice e circondato da tanto amore da dare e ricevere. È come se ogni storia fosse una tappa di quel viaggio, in cui si cresce e si matura un po’ per volta per arrivare ad essere una persona meravigliosa, quella che si è sempre voluto essere ma che sembrava così lontana e non alla propria portata.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare: con Elia conosceremo l’animo buono di chi mette a disposizione la sua cucina senza chiedere nulla in cambio se non delle chiacchierate; Rosy, bambina viziata, grazie al suo anatroccolo si farà un esame di coscienza per capire cosa deve migliorare; Tea, dopo aver perso il figlio ha smesso di avere amici e di vivere, sarà l’animo buono di un bimbo di nome Pietro a farle capire da dove viene veramente il suo male; Desideria, ragazzina sempre allegra, aveva smesso di sorridere dopo un’epidemia che le aveva deturpato il viso, ma il suo amico André che le vuole molto bene le farà capire che ciò che conta di più è la bellezza interiore; la stellina Irina, infine, a differenza degli altri astri, ha uno scopo nella vita e aiuterà una giovane donna a capire che un amore non corrisposto si deve lasciar andare.

L'autrice

Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l'adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente, uno stato d’animo positivo, il ricordo di una giornata; cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione.
Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

Estratto dal libro

"ogni problema ha una soluzione, solo alla morte non c’è rimedio. Se uno cade deve avere la forza di rialzarsi, se uno sbaglia deve capire i suoi errori e andare avanti con consapevolezza, se è in una brutta situazione deve rimboccarsi le maniche e dare una svolta alla sua vita e se non crede in sé deve cercare quella fiducia che gli permetterà di fare ciò che vuole. Non piangerti addosso, non serve a nulla, sii fiducioso, ottimista, credi in te e nelle tue capacità. Trova quello che più sai fare e metti in pratica la tua arte, prima per te stesso e poi per gli altri. Amati incondizionatamente, con tutto te stesso, con la forza che possiedi, e potrai pensare, provare e agire in tutto ciò che sai di riuscire. Tutto si può, basta volerlo. 
Utilizza tutto questo, destati da questo stato d’insicurezza e paura e realizza la vita che vuoi. Credici con tutto te stesso e con orgoglio e tenacia riuscirai a uscire dallo stato di negatività in cui sei entrato. Una cosa ti chiedo: abbi fiducia, o fede, o speranza, chiamala come vuoi ma abbine tanta, questa è la chiave per aspirare a una vita migliore.”

Il meglio del mese

Sinossi:

«Non so come, ma quando fui svegliata dalle sirene, poco prima dell'alba, capii subito che erano lì per lui. Non ricordo di essere saltata giù dal letto, né di essermi allacciata le scarpe. Non ricordo di aver percorso il vialetto fino alla serie di curve che separa le nostre case. Non ricordo la sensazione dei piedi sull'asfalto, dell'aria nei polmoni, della corsa verso quello che in cuor mio sapevo già.» La notte in cui il fidanzato Trent, a soli diciassette anni, muore in un incidente stradale, il mondo di Quinn Sullivan si frantuma in mille pezzi. Niente può avere senso se hai perso l'amore della tua vita. Forse, però, se riuscisse a mettersi in contatto con le persone che hanno ricevuto i suoi organi potrebbe superare quel dolore che pare inconsolabile. Così le hanno spiegato al gruppo di sostegno che frequenta da quando Trent se ne è andato. E allora Quinn si fa coraggio e le contatta tutte quelle persone, una dopo l'altra. Tutte tranne una, quella più importante, il ragazzo che ha ricevuto il cuore di Trent, e che ha scelto di restare anonimo. Ora che finalmente ha recuperato le forze, infatti, Colton Thomas è determinato ad andare avanti per la sua strada lasciandosi il passato alle spalle. Anche se questo significa non sapere nulla della persona che gli ha permesso di tornare a vivere.
Contravvenendo a ogni regola, Quinn decide di incontrarlo ugualmente. E subito avverte una connessione particolare con lui, un legame speciale che, di giorno in giorno, diventa sempre più profondo. Trascinata dalla straordinaria voglia di vivere di Colton, Quinn torna a sorridere, anche se un terribile senso di colpa la tormenta: è giusto nascondergli la sua vera identità per paura di perderlo? E, soprattutto, come può abbandonarsi ai sentimenti che prova per lui se ogni battito del suo cuore non fa che ricordarle ciò che ha perso per sempre?




Sinossi:

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.

Qui il link d'acquisto per il formato cartaceo.



Sinossi:

Anna è una ragazza come tante. Ama il cielo azzurro, il vento tra i capelli, il profumo del mare. Ama Pete, il ragazzo che ha appena conosciuto. Ma un giorno tutto cambia. Anna sta lavorando al computer quando sente la sua faccia bruciare. Prima il computer, poi le lampade dell’ufficio, infine il sole: la pelle di tutto il suo corpo diventa sensibile a ogni raggio di luce, e i vestiti non riescono a proteggerla. La diagnosi non lascia scampo: una rarissima forma di allergia. Non c’è modo di curarla, Anna può solo lenire il dolore vivendo nel buio più completo. Eppure, quella che sembra una condanna alla solitudine diventa l’occasione per una nuova vita. Una vita fatta delle parole dei libri che ascolta, di amicizie coltivate al telefono. Una vita piena di amore per Pete, l’uomo che decide di sposare. Perché il loro abbraccio può illuminare anche la più buia delle notti.



Sinossi:

Cresciuta nello stimolante ambiente della villa paterna ai piedi del Vesuvio, meta di intellettuali e artisti, all'età di diciotto anni Calpurnia viene scelta come moglie di Cesare, e deve imparare a conciliare discrezione e presenza, a essere al di sopra di ogni sospetto senza perdere se stessa. Dopo la partenza di Cesare per la Gallia, terribili prove aspettano Calpurnia, che capisce di dover agire sempre come se il marito fosse lì al suo fianco, di doverne anzi essere l'ombra a Roma: l'ombra perfetta della luce più brillante. 


Recensione nel cuore

Splendi più che puoi di Sara Rattaro, dal blog Libropatia.

News in blogging



Mi raccomando, trovate subito una superficie di carta su cui prendere appunti o rischiate di dimenticarvene!
Quali sono i titoli che vi ispirano di più? Qual è il libro che avete deciso di "indossare" in questi giorni?



lunedì 18 aprile 2016

In love with Shakespeare #2

Questa rubrica nasce dal desiderio di raccontarvi una delle mie più grandi passioni.
"Sentirete di atti carnali, sanguinosi e contro natura, di giudizi accidentali, di morti provocati dalla malizia o dalla necessità ... Su tutto posso raccontarvi la verità". 

Il mio buon giorno a voi, affezionati lettori! E naturalmente anche a te, nuovo lettore, che magari sei capitato qui per caso e stai ancora cercando di capire che aria si respira e se qui puoi sentirti a casa.
Ecco, allora, lo dico a chiare lettere: siete sempre i benvenuti, per una lunga permanenza o semplicemente per un breve salto.
Orbene, oggi per voi, buone, lietissime nuove dal mondo del piccolo schermo.
Avvicinatevi un po' di più, che vi racconto tutto.
Dovete sapere che sabato pomeriggio, riposto momentaneamente il manuale di Lepri, mi stavo dedicando al mio personale momento di Hakuna Matata: divano tutto per me, casatiello made in Sud, gentile omaggio della trasferta arianese dei miei nonni, amorevolmente affettato e disposto sul piatto, pronto per essere gustato, e in TV, su Rai 5, l'adattamento televisivo della tragedia di Otello, con Vittorio Gassman e Salvo Randone (tra parentesi: vedetelo!). Cioè ... cosa vuoi di più dalla vita?
Ecco qualcosa forse ... sfogliavo allegramente Guida TV, tra una pubblicità e l'altra, e cosa ti vedo?
La programmazione di Iris di questa settimana, che appare più o meno così:

Lunedì 18: Shakespeare in love (ore 21:00)
                  La bisbetica domata (ore 23:20)

Martedì: Romeo + Giulietta (ore 21:00)
               Romeo e Giulietta (ore 23:25)

Mercoledì: Sogno di una notte di mezza estate (ore 21:00)
                  As you like it (ore 23:20)

Giovedì: Otello (ore 21:00)
               Titus (ore 23:25)

Venerdì: West Side Story (ore 21:00)
               Il pianeta proibito (ore 24:00)

Sabato: Riccardo III - un uomo, un re (ore 21:00)
             Shakespeare in love (ore 23:10)

Ovviamente mi sono affrettata a comunicare per tempo a mio fratello come stavano le cose, così adesso ho la TV prenotata per cinque giorni, a partire da domani. Sono stata clemente: Shakespeare in love ha già il suo posticino nella mia videoteca personale, quindi insomma, il primo appuntamento non è esattamente urgente per la sottoscritta. Tuttavia.... tuttavia sto seriamente pensando che in questi giorni potrei fare le ore piccole, voglio dire ... quando ricapita un'occasione così?

Beh, nella speranza che abbiate preso nota e che non mancherete di deliziarvi con questa superfantafavolosa programmazione, vi saluto e ... vi auguro buona visione!


P.S. Controllate il badge dei lettori fissi per assicurarvi di esserci. A volte Blogger gioca spiacevoli tiri mancini.
 


venerdì 15 aprile 2016

25 fatti libreschi su di me!

Dunque.
Sono le ventiquattro e quattordici minuti.
Le tende riparano gentilmente lo studio dal chiarore della luna. Almeno, così immagino, in realtà non l'ho neanche degnata di uno sguardo stasera (tutta colpa del Potatoe Party sul divano, davanti all'ultima puntata di Don Matteo!).
L'ora è quieta. Tutto tace.
Se mi dimentico del costante rumore della ventola del PC.

Ma non divaghiamo, è estremamente indelicato e scortese sprecare le parole. C'è una ragione se ho deciso di mettere le mani alla tastiera del portatile, a quest'ora.
Qualche giorno fa, Nik del blog Gli alberi da Libro mi ha invitata a stilare una lista di 25 punti. 25 fatti libreschi su di me. Si tratta di un insolito, carinissimo e incredibilmente creativo Book Tag a catena, in cui ogni blogger può invitarne altri a raccontare qualcosa di sé, o meglio, della propria vita fra i libri. Non so con precisione quale sia il blog da cui è partita l'iniziativa, ma l'ultimo a cui sono riuscita a risalire è questo qui.

Okay, ci siamo, mi sto carburando: 25 fatti libreschi su di me ... ciak, si gira!

1 Cinque sono i libri che hanno significato qualcosa di profondo, ciascuno a suo modo, nella mia vita di lettrice.
Il primo è questo.
Leopantera, una storia d'amore, di Józef e Piotr Wilkón. Una fiaba dolcissima, unica, a cui sono particolarmente affezionata. Ancora oggi, ogni tanto, scorrendo il dito tra i libri d'infanzia della mia cameretta, mi trovo a riprenderlo in mano e iniziare a leggere. E' un po' come tornare a casa.

2 Il gran sole di Hiroshima di Karl Bruckner. Quando mio cugino me l'aveva regalato per il mio compleanno, avevo forse sei o sette anni. Per molto tempo, mi sono ben guardata dal prenderlo in mano. Sembrava così imponente, così poco carino per una bambina.
Inutile dirlo. Leggerlo è stato folgorante, commovente.
Se questo libro fosse una persona, lo abbraccerei e lo ringrazierei per avermi aspettato pazientemente.

3 Jane Eyre.
Ed è cambiato tutto.
Come le cose sono effettivamente andate, ve lo racconterò un'altra volta.

4 Anna Karenina di Lev Tolstoj.
Ho varcato la soglia di un mondo completamente nuovo, un mondo di cui non sapevo assolutamente nulla: la letteratura russa.
Ah, e ho incontrato lo scrittore che è ancora oggi il mio idolo.

5 Amleto di William Shakespeare.
La prima volta resti basita, ammiri in dignitosa reverenza il potere delle parole.
La seconda riesci ad entrare nella storia.
La terza capisci che non ne avrai mai abbastanza.

6 Ecco, lo avrete capito, sono quel che si definisce una lettrice onnivora.
I classici sono i miei fratelli maggiori, mi aiutano a non perdere mai la strada.
Con i fantasy varco la soglia del mistero, vado alla ricerca di quei mille e più mondi possibili, dove la vita è così stranamente simile a quella reale.
Il romance? Miele per la mia anima romantica.

7 Odio i ragni, il raffreddore, i nomi stranieri italianizzati e odio senza mezze misure Gabriele d'Annunzio.

8 Frequento un'università intitolata a Gabriele d'Annunzio (la beffa della mia vita: ridete pure).

9 I poeti del mio cuore sono Dante, Foscolo, Pascoli e Ungaretti.

10 La mia libreria di fiducia si chiama Gulliver. E qui mi aspetta il mio fidatissimo libraio Nonno Sam (il soprannome gliel'ho affibbiato io, a sua insaputa).

11 Quando scelgo un libro mi affido al mio "naso". A volte penso che la gente potrebbe scambiarmi per una maga, una strega, mentre mi aggiro fra i libri, come fossero filtri magici. E una strega sa distinguere i loro poteri.

12 Una cosa che odio dei libri con la copertina morbida senza alette: non hanno la sinossi. Assurdo.
E' come andare dal pescivendolo senza sapere che pesce ti ha infilato nella busta.

13 Quasi due anni fa ho aperto un blog. Destino inevitabile di una lettrice che sogna il suo romanzo.

14 Mi restano circa venticinque centimetri di spazio disponibile in tutto per ospitare nuovi libri. Panico!

15 Scrivere per me significa dare una forma al caos, riuscire a vedere anche al buio. Sì, sono una sostenitrice del Metodo Petrarca.

16 Leggere la saga di Twilight è stata forse l'esperienza più incredibile della la mia vita.

17 Quando ho letto Cinquanta sfumature di grigio pensavo di aver toccato il fondo della storia di tutte le letterature. Questo perché non avevo ancora letto Grey.

18 Ho scoperto che la letteratura erotica si divide in tre categorie.
Alta. E qui facciamo i nomi di Lawrence o della terrificante Marguerite Duras.
Media. Grazie a dio esiste Abigail Barnette e grazie a dio ha scritto la serie The Boss.
Infima o pseudo-erotica. 50 sfumature & Co (quest'ultima categoria evitatela, non vi perdete niente).

19 Ho scoperto il mio amore per il fantasy grazie a Eragon di Christopher Paolini.

20 Penso che i verbi siano molto svalutati. Se ognuno di noi ne conoscesse di più, si farebbe uso degli aggettivi con più parsimonia e consapevolezza.

21 Da un po' di tempo, prediligo per le mie letture due segnalibri in particolare, li trovo meravigliosamente perfetti per ogni occasione letteraria.



22 Aborro le sottolineature a penna o con l'evidenziatore. Su qualunque libro, sia esso la letteratura italiana di Luperini o I malavoglia di Verga.

23 Gli unici due libri che non sono riuscita a leggere fino alla fine sono Il Milione di Marco Polo (ho perso il conto dei miei inutili tentativi) e Freya delle lande di ghiaccio di Philip Reeve, il romanzo più tosto che mi sia mai capitato fra le mani.

24 Leggendo Olga di carta mi sono sbizzarrita con la mia passione per i pastelli. Date un'occhiata a questa foto, in basso a destra.


25 Leggo, e sento di essere esattamente ciò che sono. E la cosa mi piace.


E adesso vi presento i blog che ho pensato di nominare.

The Book Lawyer
La spacciatrice di libri
Libropatia
Words of books

* Postilla. Devo anche i miei ringraziamenti per una seconda nomination di partecipazione a questo stesso Book Tag a Muriomu e Little Pigo di Café Litteraire. Vi invito a leggere qui i loro 25 punti.





venerdì 8 aprile 2016

QUESTE OSCURE MATERIE, Philip Pullman

Incipit:

Lyra e il suo daimon si mossero nella crescente penombra del salone, bene attenti a restare da un lato, dove non potevano essere visti dalla cucina.

Philip Pullman, La bussola d'oro, Queste oscure materie, Libro Primo.
Traduzione di Marina Astrologo e Alfredo Tutino
Salani Editore 


Complessità dei personaggi: media

Stile di scrittura: analitico

La mia lettura

Quando, quasi un mese fa, ho iniziato a leggere La bussola d'oro, ero piena di tutte quelle speranze che un incipit in medias res, riga dopo riga, sembrava in grado di accogliere con sapienza e maestria, lasciando anzi intravedere un vasto, intricato piano che man mano si sarebbe svelato sotto i miei occhi increduli.
Posso dire che, in parte, è stato così. Ma, onestamente, da un fantasy con queste premesse, mi sarei aspettata molto di più.

La storia ha inizio in una Oxford parallela, ben diversa da quella che conosciamo nel nostro mondo, in una delle sale del prestigioso e antico Jordan College. Una ragazzina si muove nell'ombra, curiosa e furtiva, ignara ancora che gli eventi a cui sta per assistere, sconvolgeranno nel profondo il corso della sua esistenza.
Quella sera nel Salotto Privato, la giovanissima Lyra Belacqua va incontro al suo destino. Un destino che la porterà molto, molto più lontano di quanto il suo viaggio iniziale sembrava presagire, e che si intreccerà con le vite di molti altri personaggi straordinari: il maestoso e saggio Re Iorek Byrnison, Lee Scoresby, l'uomo dell'aria, la perfida e ingannevole signora Coulter, Lord Asriel, una delle figure più complesse e possenti di cui abbia mai letto.
Fiera, indomabile, ardente e mutevole come il fuoco, Lyra dovrà abbandonare la sicurezza del Jordan, la sua vita spensierata e ribelle, circondata dalla sapienza esclusivamente maschile del College che l'ha accolta sin dalla sua nascita, avvolta nel mistero. 
I tempi nel mondo di Lyra stanno rapidamente cambiando, misteriosi e crudeli Ingoiatori agguantano i bambini negli angoli bui, spedizioni di ricerca e inquietanti esperimenti sotto le luci dell'estremo Nord rivelano l'esistenza invisibile ma vitale della Polvere, la Materia Oscura. Le creature di tutte le specie e le forme si rendono conto che qualcosa di più grande di ognuno di loro si sta preparando, una guerra epica che segnerà le sorti umane per sempre. 
E la chiave di queste vicende è nei due protagonisti, Lyra e Will, abitanti di due Oxford, di due mondi, che vivono l'uno inconsapevole dell'altro. Solo unendo le loro forze e la loro conoscenza dell'utilizzo di due portentosi oggetti, l'aletiometro (la bussola d'oro, un indicatore simbolico di verità) e la lama sottile (così sottile, da tagliare l'aria e aprire finestre su altri mondi), in un viaggio pieno di pericoli e insidie, potranno completare il grandioso, utopico disegno di Lord Asriel: la costituzione di una repubblica dei Cieli, in cui finalmente gli uomini vivranno liberi dal destino.

Uno dei problemi che ho potuto riscontrare e che mi sembra doveroso mettere in evidenza, riguarda la dottrina che Philip Pullman ha elaborato per il suo mondo letterario. Si tratterebbe quindi in sostanza di una questione puramente teologica, e in più di natura fittizia, inutile, di conseguenza, persino per alimentare un dibattito di scienze religiose. Ma il punto è che il cuore di questa trilogia fantasy è proprio la teologia, e lì dove essa è cedevole nella sua definizione, finisce inevitabilmente per intaccare la struttura stessa della trama.
E' probabile che io sia di parte, ma, innanzitutto, ciò che non comprendo è l'ottusità (o quantomeno la superficialità) di voler mostrare a tutti i costi il ritratto di una religione che uccide ogni pulsione alla vita.
Tuttavia, al di là della sensibilità personale, è chiaro che una siffatta visione gioca un ruolo di favore.
Non è un caso se Pullman concentra la sua attenzione solo sull'Antico Testamento: il nome di Gesù viene appena menzionato, frettolosamente, e solo una volta, negli ultimi capitoli del terzo libro. Eppure non posso fare a meno di notare che l'istituzione della Chiesa cattolica è uno dei pilastri su cui poggia l'intera trama della trilogia. L'autore sembra dimenticare volutamente da chi essa è stata istituita, su quali basi e con quale funzione.
La figura stessa dell'Autorità, della quale dobbiamo quindi intuire (nel disegno di Pullman) una natura non trina, ma una ed esclusivamente divina, non è meglio definita. In qualità di unico vero antagonista, avrei supposto (e preferito) per tale personaggio un trattamento più consono. Di certo avrebbe dato alla storia nella sua totalità un aspetto diverso e un assetto più completo.
La mia delusione maggiore, tuttavia, preme sul versante stilistico-narrativo.
A dispetto infatti di una trama coinvolgente, corposa e senza ombra di dubbio originale, il discorso dell'autore non riesce a risvegliare costantemente, ogni volta, pagina dopo pagina, l'entusiasmo del lettore.
Causa forse anche l'utilizzo di un narratore onnisciente che tutto vede, ma poco lascia realmente vedere. I personaggi in particolare, devo tristemente riconoscere, non ti restano addosso, a lettura ultimata, con la sola eccezione di Iorek, l'orso che si è aggiudicato il secondo posto nel mio cuore, dopo Winnie-The-Pooh.
Queste oscure materie è un fantasy distopico (o utopico, dipende dai punti di vista), che affonda le sue radici nell'antica lotta tra l'uomo e l'Autorità Divina, che indaga sulle origini della conoscenza e dell'autocoscienza.
Una struttura affascinante e complessa, ma a tratti lacunosa o troppo semplificata.
Personaggi delineati con una certa rozzezza, che non spiccano il volo dalla pagina; nitidi, ma non vividi, appaiono per la maggior parte del tempo come vettori dell'azione, piuttosto che come singoli individui.
Una trilogia che esordisce in grande stile, con una narrazione distensiva, ma che entrando nel vivo e nel farsi sempre più concitata, perde parte della sua potenza espressiva.

Parole nuove: boccaporto, chiostra, gnaulio, grisù, remigante, smoccolare.

Se fosse una canzone: /

Il giudizio di BP: Niente male



lunedì 4 aprile 2016

Esclusivo #3: IL PROFESSORE di C. Brontë e EMMA di J. Austen

Rubrica per definizione occasionale. Tutto su ristampe, edizioni illustrate e particolarità più sopraffine.

Buongiorno blogosfera e buon inizio di settimana.
Cosa combino io in questi giorni? Mi dedico piacevolmente, deliberatamente alle mie letture arretrate, curo con amore il blog ... e convivo costantemente con i sensi di colpa.
E certo: se sai che fra poco meno di due mesi, ti aspetta al banco di prova Storia della lingua latina, tenere fra le mani un libro che non riporti severamente in frontespizio il titolo Testi latini arcaici e volgari, ti fa sentire un'incosciente sconsiderata.
Perciò lasciate che questa lettrice-barra-studentessa-disperata si senta vagamente utile.

Sapete cosa mi piace di una casa editrice? Che proponga in quantità smodata riedizioni di libri introvabili. Un bel favore per un lettore.
Fazi Editore, devo riconoscere, si sta dando un bel daffare con le opere di Charlotte Brontë.
Dopo Villette (ultima fatica della mia divina) e in mezzo anche Shirley, viene infatti riproposto il primo romanzo della scrittrice che si celava mestamente dietro l'identità fittizia di Currer Bell.

Charlotte Brontë
Il professore
Fazi Editore
Prezzo: 18
Data di pubblicazione: 14 aprile 2016
Sinossi:
Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.
Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.

Un romanzo crudo, a tratti crudele, che tra le sue spine rivela in boccio, la forza e la passionalità del futuro capolavoro brontiano. 


Compiendo qualche passo a ritroso, lungo i sentieri del tempo, finiamo inevitabilmente per passeggiare nel bel mezzo della campagna dello Hampshire, a Steventon, luogo di nascita di un'altra imprescindibile figura della letteratura inglese (nonché della letteratura occidentale).
Incontriamo Jane Austen. Una delle autrici più amate di tutti i tempi.
Non è questo il luogo e il tempo per raccontarvi come io e lei, un bel giorno di parecchi anni fa, ci siamo al fine conosciute.
Voglio invece presentarvi uno dei suoi romanzi, anzi il romanzo. Quello che, fra tutti, mi ha rubato il cuore.
Questa che vi mostro è l'edizione curata dalla JASIT in occasione del bicentenario dell'opera.
Se siete curiosi, qui potete dare una sbirciata all'anteprima.

Jane Austen
Emma
Traduzione di Giuseppe Ierolli
Edizioni ilmiolibro.it - Narrativa
Pagine 488
Prezzo: 16, 50 (su ilmiolibro.it, più spese di spedizione)
Il “Gelsomino bianco” (Jasminum officinale) significa “Amabilità” e rappresenta l’animo di Emma Woodhouse, mentre il cappello a cilindro rappresenta la sua controparte e, in qualche modo, la sua coscienza, ovvero Mr. Knightley.

Una ricca, brillante, spumeggiante commedia degli equivoci. Un'eroina così odiosa e imperfetta che è impossibile non innamorarsene. 



venerdì 1 aprile 2016

Tweeting about books #3

Rubrica ideata da me dedicata al social reading: tweet-interviste, contest, letture condivise, esercizi di riscrittura ... questo e altro dal lunotto di Twitter.

Stendo le braccia davanti a me, come una nuotatrice provetta su un trampolino, pronta a tuffarsi ... e tiro fuori un sonoro, miagolante sospiro.
Fiùùùùùùùùùù.
Se Aprile si apre con questo incipit, allora prevedo cose non molto positive.
Mi alzo dal letto e intuisco che qualcosa non va. Il cordless e il campanello di casa concertano all'unisono e io ho appena aperto gli occhi.
Bene, mi dico, sarà una mattinata infernale.
Mamma entra tutta trafelata, io, giustamente, ho già terribili visioni di morti, incidenti, disgrazie innominabili ... poi capisco che è lei, lei non sta bene.
Così alla fine, dopo aver inutilmente temporeggiato con il Ritorno della Brutta Bestia (no, tranquilli, non un tumore, ma un orrido mal di pancia) decidiamo di mobilitare l'Esercito della Salvezza, nonno e nonna. Nonna (ma guarda, anche lei non sta proprio tanto su) viene ben organizzata, asso nella manica, l'infallibile Anti-Tutto, acqua, limone e zucchero, ed io, quale sua pronta assistente.
Ma mamma: niente acqua e limone!
Nonna: Due gocce ...
Mamma: Se proprio ...
Niente. (Nonno nel frattempo contempla la scena in una placida ansia).
Nonna: Proviamo con X (x uguale: vattelappesca).
Pochino meglio.
Nonna: Fermi tutti! Lo so io che ci vuole!
Eh già, che ci vuole secondo voi? Nonna, il pilastro, la pietra d'angolo su cui poggia la fede cristiana di tutta la mia famiglia, nei momenti più estremi, assume le vesti dell'antica saggezza popolare e mi inizia ai misteri ... del rito contro il malocchio!
Io osservo il rituale affascinata, mi torna in mente quante volte, quand'ero piccola, nonna aveva compiuto quei gesti su di me. È buffo come certe cose ti si appiccichino addosso e non ti lascino più, per tutta la vita.
Comunque alla fine tutto si è concluso per il meglio. La Guardia si è ritirata, mamma è andata a stendersi e fortunatamente papà è stato sufficientemente occupato al negozio da non chiamare l'ambulanza e i pompieri e il pronto intervento.

Ma guarda, è uscita fuori un'opera buffa!
So che voi leggete il titolo del post prima di cliccarci sopra, quindi chiaramente non vi aspettavate nulla di tutto questo, tuttavia, all'improvviso, ho sentito fluirmi le parole direttamente dalle mani alla tastiera, ho sentito il bisogno impellente ... di raccontare. Perché quando le cose assumono una piega inaspettata o dolorosa, allora quello è il momento perfetto per iniziare un racconto. Raccontare è la cosa che ci riesce meglio, raccontare è ciò che fa di noi uomini e donne, creature pensanti e coscienti.
Credo si possa dire che la memoria è la nostra casa e la fantasia la nostra avventura.
E qui arriviamo al tema principale di cui avevo intenzione di parlarvi.
Alcuni di voi, presumo, conosceranno, almeno per sentito dire, un certo Will di Stratford-Upon-Avon o Will il Bardo. All'anagrafe dei grandi nomi della letteratura, William Shakespeare. La cui data della morte cade precisamente il 23 di questo mese. Ora, stando alle fonti di cui sono a conoscenza, sembra proprio che con quest'anno ... siano trascorsi ben quattro secoli (!) dalla suddetta data.
E il bello viene adesso.
TwLetteratura, il luogo in cui lettura e scrittura social s'incontrano come per magia, ha deciso di adottare come testo (da leggere, riscrivere, citare, commentare, etc), in occasione di questa ricorrenza, l'opera senza dubbio più celebre e amata del poeta e drammaturgo inglese: Hamlet.
Due parole: sono gasatissima!
Quindi tutti voi abitanti dei meandri di Twitter siete caldamente invitati a partecipare. Vi lascio qui il link con tutte le informazioni. Vi ricordo inoltre che, nel caso non aveste a disposizione il testo, è possibile reperire facilmente il Pdf (in lingua o tradotto) direttamente su Google.

Oh, mi sono dimenticata di dirvi una cosa: l'iniziativa è già in corso, proprio da oggi e  verrà portata avanti seguendo il calendario, a suon di hashtag #HamleTw, fino, appunto, al 23 aprile.
Buona lettura e ... buon divertimento!