Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

domenica 31 luglio 2016

Novità dalla bibliosfera #9

Rubrica in cui, ogni fine mese, vi terrò aggiornati su titoli, autori emergenti, voci di corridoio (etc) legati al mondo dei libri. Perché ogni buon lettore che si rispetti ... tiene sempre gli occhi aperti.

Zzzz ... zzzz ...
Uhm? Sono sveglia, sono sveglia, giuro che s ... zzzz ... zzzzzz ...
Sbadiglioso buongiorno a voi, lettori!
Sì, ho la testa leggermente ciondolante e un occhio mezzo chiuso, ma ci sono, eh (più o meno).
Il guaio è che stanotte anche con le finestre aperte non passava un filo d'aria, ho provato tutte e tre le posizioni, fianco destro, pancia in su, fianco destro, pancia in su ... fianco sinistro? Niente. Fianco destro ... alla fine ci alziamo tutti quanti alle 2:40, mettiamo qualcosa da bere al fresco, zapping notturno, alle 3:00 in punto scongeliamo il cartone di succo e ce lo scoliamo fino all'ultima, preziosa, linfatica goccia.
Torniamo faticosamente a letto.
A occhio e croce mi sarò aggiudicata forse quattro ore del tempo dell'avaro Morfeo.
Oggi però, dopo un balzo di un mese, torna la rubrica dedicata alle ultimissime novità letterarie, quindi, forza e coraggio, rimbocchiamoci le maniche, e vediamo un po' cosa ci hanno portato di bello le Case Editrici.
Ecco qua, visto? Ora che si arriva al momento clou sono di nuovo tutta pimpante!    

Spazio emergenti

Protagonista di questo piccolo spazio mensile, questa volta, è Ugo Cirilli, autore di un curioso esperimento di narrativa e musica, da cui viene fuori Un accordo maggiore in sottofondo, un romanzo di formazione degli anni 2000.

Il protagonista del romanzo è Stefano B., un giovane musicista che accoglie i lettori con una singolare premessa: quello che leggeranno è un diario da lui redatto in un periodo complicato della sua vita, quando si trovava in un luogo lontano da casa per "riordinare le idee".
Di che luogo si tratta? Che direzione ha preso la carriera di Stefano?

L'io narrante, nel suo diario, arriverà gradualmente a svelare tutti i particolari del suo percorso. Scopriremo che il successo di Stefano ha avuto origine da un brano musicale caricato quasi per scherzo su YouTube, la cui eco è giunta a un'etichetta discografica di livello nazionale, decisa a fare di lui un enigmatico dj. Così, il protagonista racconterà la girandola di movimentate esibizioni, apparizioni televisive, mondanità ridicole e incontri con personaggi chiave che lo ha travolto, conducendolo verso un epilogo inatteso. Parallelamente al racconto degli esordi, Stefano lascia trapelare qualche indizio sul luogo in cui si trovava, quando scriveva il diario; un elemento che introduce un lieve grado di suspense, fino al finale in cui tutto sarà chiaro.

Ugo Cirilli

Sono nato nel 1985 a Pietrasanta (LU), in Toscana.
Appassionato lettore fin dall’infanzia, ho conseguito la maturità classica e mi sono laureato in Psicologia Cognitiva Applicata. Negli anni, tra esperienze nel settore della comunicazione online e live come chitarrista di band più o meno stravaganti, mi sono cimentato spesso nella difficile, ma meravigliosa arte di scrivere.
Parallelamente ho continuato ad approfondire le tematiche della psiche umana, del benessere psicofisico e della prevenzione dello stress.
Tutti i miei interessi sono confluiti, in qualche modo, nella trama del mio romanzo “Un accordo maggiore in sottofondo”.

Per la realizzazione di questo progetto, attualmente ancora in corso, Ugo Cirilli ha scelto di affidarsi al portale Bookabook, su cui è attiva una compagna di crowdfonding per arrivare alla pubblicazione del romanzo. Qui potete trovare la pagina con l'anteprima (ancora priva di lavoro di editing) e lo specchietto con tutte le informazioni relative allo stato attuale della campagna.
Per chiunque fosse interessato a contribuire, vi ricordo che il termine ultimo è previsto per 25 ottobre 2016 e che, in caso di fallimento, la piattaforma provvederà a restituire ad ogni sostenitore l'importo versato.  

Il meglio del mese

Monica Wood
Piccole sorprese sulla strada della felicità
Sperling & Kupfer

Sinossi: 
«Per un attimo sentì di non essere ancora nata, come se la sua lunga vita fosse stata solo una prova prima dello spettacolo vero e il sipario stesse per alzarsi.»
La signorina Ona Vitkus ha vissuto una vita riservata e ineccepibile, i suoi segreti – e le sue pene – celati con cura a occhi indiscreti. 
Questo finché non arriva lui, il bambino insolito con la passione per i Guinness dei primati. 
Lei ha 104 anni, lui soltanto 11. 
Da bravo boy scout, dovrebbe semplicemente aiutarla nei lavori di casa ogni sabato, ma con la sua curiosità e il suo entusiasmo contagioso infrange pian piano la scorza diffidente e un po' burbera di Ona, riuscendo a farla parlare di sé, a cominciare da quelle lontane origini lituane, e persino a coinvolgerla in un progetto singolare: farle vincere il record di «Automobilista patentata più anziana».
Ona, che nel suo secondo secolo di vita credeva di avere ormai chiuso con l'amicizia, è conquistata da quel ragazzino con l'aria fragile e buffa che la fa sentire speciale. 
Ed è profondamente delusa quando quei sabati fatti di faccende domestiche, racconti e lezioni di guida s'interrompono di colpo. Passa un sabato, poi un altro: del bambino, nessuna traccia.
Fino a quando si presenta a casa sua uno sconosciuto, un uomo di nome Quinn. 
È il padre del ragazzino ed è lì per completare quello che suo figlio aveva iniziato prima di essere strappato alla vita troppo presto.
Da quel momento, Ona si ritroverà alle prese con i sensi di colpa di un padre, con il dolore di una famiglia spezzata, con un inatteso viaggio on the road che diventa un viaggio dell'anima. 
Perché quella vita che le ha riservato più schiaffi che carezze ha ancora qualcosa di bello da regalarle.
E, soprattutto, perché lei ha ancora tanto da offrire a chi ha smesso di sperare nella magia inattesa del destino.


Cristovão Tezza
La caduta delle consonanti intervocaliche
Fazi Editore

Sinossi: 
La caduta delle consonanti intervocaliche, avvenuta tra il X e l’XI secolo nella regione dove sarebbe poi nato il Portogallo, è il fenomeno linguistico che ha cominciato a separare il portoghese dallo spagnolo. Un passaggio importante per Heliseu da Motta e Silva, professore brasiliano di filologia romanza: la nascita della sua lingua, il fondamento del suo lavoro e, curiosamente, anche il motivo per cui ha conosciuto sua moglie.
Ormai in pensione, Heliseu si sveglia il giorno in cui l’università si appresta a omaggiarlo e inizia a preparare mentalmente il discorso di ringraziamento. Alla sua età, s’impone un bilancio. Ed ecco allora venirgli in mente la possibilità di ripercorrere la propria carriera attraverso gli avvenimenti, anche quelli più intimi, di un’esistenza apparentemente perfetta: l’inizio negli anni Sessanta, quando il paese (come il resto del mondo) era tutto un fermento libertario; il matrimonio con Mônica, il figlio maschio, lo stipendio fisso, il bell’appartamento, gli inizi della dittatura, l’infatuazione per una giovane dottoranda francese, la pubblicazione importante e, infine, il buen ritiro tranquillo e soddisfatto di chi ha avuto una vita piena.
Ma è andata veramente così? Nell’organizzazione del ricordo, dei ricordi, nella scelta delle cose da dire e da tacere, si insinuano continuamente dubbi, altre possibilità di racconto, deviazioni nella narrazione. Di perfetto, nella vita di Heliseu, c’è ben poco. Il disprezzo dei colleghi, l’estraneità del figlio, la tragica morte della moglie: tra fallimenti, mistificazioni, sensi di colpa, è andato tutto storto, ed è il momento di riconoscerlo. In questo romanzo toccante, di grande bellezza e di sottile poesia, Cristovão Tezza ci racconta con grande maestria una storia universale: la storia della nostra umana incapacità alla vita.


Carmela Scotti
L'imperfetta
Garzanti

Sinossi:
Nessuno può rubare la libertà a chi la custodisce dentro di sé.

Notte e giorno dicevo nella testa le parole dei libri di mio padre. Le avevo tutte nella memoria, nessuno può rubare i pensieri senza peso, sottrarli nel sonno a chi li tiene stretti.

Per Catena la notte è sempre stata un rifugio speciale. Un rifugio tra le braccia di suo padre, per disegnare insieme le costellazioni incastonate nel cielo, imparare i nomi delle stelle più lontane e delle erbe curative, leggere libri colmi di storie fantastiche. Ma da quando suo padre non c'è più, Catena ha imparato che la notte può anche fare paura e può nascondere ombre oscure. L'ombra delle mani della madre che la obbligano al duro lavoro nei campi e le impediscono di leggere, quella degli occhi gelidi e inquieti dello zio che la inseguono negli angoli più remoti della casa. Le sue sorelle sembrano non vederla più, ormai è la figlia imperfetta e il ricordo del calore dell'amore di suo padre non basta a riscaldare il gelo nelle ossa. Catena ha solo sedici anni e decide che non vuole più avere paura. E l'ultima notte nella sua vecchia casa si colora del rosso della vendetta. Poi, la fuga nel bosco, dove cerca riparo con la sola compagnia dei suoi amati libri. È grazie a loro e agli insegnamenti del padre che Catena riesce a sopravvivere nella foresta. Ma nel suo rifugio, fatto di un cielo di foglie e di rami intrecciati, la ragazza non è ancora al sicuro. La stanno cercando e per salvarsi Catena deve ridisegnare la sua vita, la vita di una bambina che è dovuta crescere troppo in fretta, ma che può ancora amare di un amore, forse imperfetto, ma forte come il vento. Con questo romanzo potente, finalista al prestigioso Premio Calvino, Carmela Scotti ci guida al cuore di una storia antica e insieme attualissima, illuminata da un'intensa e affilata voce femminile. La storia di una ragazza coraggiosa e troppo sola. Della sua voglia di vivere contro tutti e tutti. Di una stella che continua a brillare anche in un cielo coperto di nuvole. 


Veronica Veci Carratello
Freezer 
Bao Publishing

Sinossi:
Una saga familiare deliziosamente tratteggiata, un cast eclettico e perfettamente caratterizzato, con tanto di vicini ficcanaso, equivoci che coinvolgono la polizia, dating online che finisce malissimo, l'attesa spasmodica e terrorizzata del menarca da parte di una ragazzina ansiosa e un gatto che tenta ripetutamente il suicidio. Questo nuovo libro di Veronica "Veci" Carratello è irresistibile!


In arrivo



Dal 12 settembre
Qui la sinossi


Dal 1 settembre
Qui la sinossi


Dal 6 settembre
Qui la sinossi


Del nuovo romanzo di Stephenie Meyer
è prevista l'uscita dell'edizione originale
il 15 novembre
Qui la sinossi

(Se sentite un vago rumorio di sottofondo sono io: ancora aspetto il seguito de L'ospite).

Recensioni nel cuore

Ambulatorio 62, l'inchiostro che parla di cancro di Ivan Caldarese dal blog Desperate Bookswife
Olivia di Paola Calvetti dal blog Due lettrici quasi perfette
Cuori di carta di Elisa Puricelli Guerra dal blog Gli Alberi da Libro

Eh ragazzi, questo mese è stato proprio impossibile sceglierne una sola!

News in blogging

Audrey in Wonderland
Mr Ink: Diario di una dipendenza
L'angolo di Ariel
La lettrice sulle nuvole

Yawwwwnnn! 
Ops scusate, colpo di sonno. 
Okay, per questo mese è tutto dalla bibliosfera, spero di avervi dato qualche spunto utile per i vostri acquisti libreschi. Oh! E non mancate di visitare i blog proposti, davvero, sono uno più bello dell'altro.  

Ciao a tutti, 
godetevi le vacanze estive (o quel che ne rimane) e, mi raccomando, almeno per un'oretta al giorno trovate un bel posto all'ombra, con un po' di venticello, una bibita fresca ... e un buon libro, naturalmente! 



giovedì 28 luglio 2016

Il Tag del Book/Happy Book Tag

Sapete cosa vi dico?
Il modo migliore per iniziare a darsi ai tag è essere taggati. O, al limite, inventarne uno. Cosa su cui sto seriamente riflettendo, l'altro giorno mi è venuto qualche spunto ... quindi, chissà? Staremo a vedere cosa riuscirà a partorire la nostra affezionata Balena Parlante. E poi, secondo il mio modestissimo parere di novellina nel campo dei tag, le vacanze estive sono il momento perfetto per dedicarcisi un po', così, mentre ti stai spensieratamente rigirando i pollici e fissi con ancora un po' di diffidenza lo smalto alle unghie ... Ah sì, non ve l'ho detto? Lunedì mattina, io e Mami abbiamo fatto la nostra capatina settimanale da Van Profumi e poi il pomeriggio ci siamo date alla sconosciuta arte dell'applicazione dello smalto. L'idea è che io dovrei per forza di cose smettere una volta per tutte di prendere d'assalto la ben misera lunghezza delle mie unghie.
Diciamo pure che il piano ... procede. Ma la tentazione è sempre lì dietro l'angolo. Che volete? I vizi sono duri a morire.
Ma dunque, oggi è giorno di tag. E sì, è vero, due Book Tag nel giro di poco meno di due giorni, ma, come dicevo all'inizio, se sei taggata uno sforzo ce lo metti. E spesso la cosa si rivela molto interessante.
E allora ... che Book Tag sia!

IL TAG DEL BOOK

Regole da seguire:

Ringraziare il blog che ti ha nominato.

Qui devo dire tre grazie: uno a Scheggia tra le pagine, un altro a La nostra passione non muore ma cambia colore e un altro ancora a La lettrice tra le nuvole.

Citare il blog che ha creato il tag.
... ovvero: Overdose di libri

Nominare, alla fine delle "domande di rito", otto blog

Pronti?
Okay, lo sono anch'io. Iniziamo a rispondere alle domande.

1)
E poi ci sono libri di cui non puoi parlare con altra gente, 
libri così speciali e rari e tuoi che sbandierare il tuo amore per loro
sembrerebbe un tradimento
John Green

Chiedervi il titolo del libro/dei libri sarebbe un controsenso! Quindi: voi avete libri "segreti"? Libri che avete letto e che tenete gelosamente nascosti? Di cui non parlate mai? Cosa rende loro così speciali?

Non avete idea di quanto mi abbia messo in croce questa domanda.
Ho libri segreti?
Mumble mumble.
Non che io ricordi.
È una cosa che dovrei sapere, no?
Però effettivamente, forse ... ci sono libri di cui non parlo mai, o, perlomeno, libri di cui non mi capita facilmente di parlare: quelli della mia infanzia, cioè i libricini che mi facevano compagnia quando ero proprio piccola piccola e mi lasciavo affascinare più dalle figure che dal racconto in sé, libri che per me hanno un particolare significato, proprio perché indissolubilmente legati a quel periodo della mia vita, libri insomma che hanno un valore affettivo, evocativo, che sarebbe molto difficile riuscire a spiegarvi meglio di così. 

2) Qual è la citazione di un libro che amate particolarmente? Una citazione che vi è entrata nel cuore, che vi ha travolto, che vi ha fatto dire: "Sono io, sono proprio io!" con euforia?
Riportatela e spiegate il motivo per cui la ritenete davvero importante.

Mi trovo sempre in difficoltà quando mi si chiede una citazione, perché puntualmente mi sfuggono o non mi sembrano mai abbastanza adatte alla situazione.
In questo caso però, la frase che ho scelto viene fuori da un romanzo e da una protagonista che mi hanno costretta a mettere a nudo i miei pensieri, i miei desideri, le mie paure, tutto quel bagaglio ingombrante di cose profonde e apparentemente immotivate che stiamo sempre ben attenti a tenere nascosto. A noi stessi per primi.
Questo amore è stato difficilissimo da riconoscere, ma alla fine sono riuscita a vederlo per quello che è: grazia. Grazia è quando una cosa è più bella di quanto non meritiamo, più elegante e incantevole di quel che dovrebbe. 
Ayelet Waldman, L'amore e altri luoghi impossibili

3) Qual è il libro che vi ha fatto innamorare della scrittura? Raccontatemi della vostra prima lettura, del perché leggete! Sono curiosissima di sapere ogni cosa!

OK.
Non ho nulla contro chi ha inventato questo Book Tag, ma qui la cosa si fa spinosa.
È una domanda sola?
Perché se non lo è, per quale motivo possibile accorpare tutto sotto un unico punto?
Non so voi, ma io qui vedo due domande ben distinte.
La mia prima lettura, ad essere implacabilmente cavillosi, non potrei rivelarla perché rientrerebbe a pien diritto tra quei "libri segreti" di cui sopra. Tuttavia, dato che la segretezza è già stata precedentemente spezzata in un altro post, non vedo ragione per non scriverlo di nuovo.
Anzi, già che ci sono, perché non farvelo vedere?


Una fiaba che più romantica e dolce e tenera non si può.
Ma, pur con tutto l'affetto che mi lega a Bruno il leopardo e alla sua storia, non è questo il libro che mi ha aperto gli occhi sulla vastità, l'imprevedibilità, la bellezza del mondo di carta e inchiostro.
Quel libro ... è questo qui.



4) Ultima, ma non meno importante: cos'è, per voi, un libro? Cosa vuol dire leggere? Quali emozioni vi suscita?

Si può dirla in tanti modi.
Oggi ve lo spiego così.
Un libro è il luogo e il tempo in cui sei disposto a guardarti in faccia.  

HAPPY BOOK TAG

Eh sì, come avrete intuito dal titolo, oggi doppio appuntamento con i Book Tag.
Che dite? Ce la fate a sopportarmi ancora un po'?
Qualcuno gradisce il tè con i pasticcini? Caffè e ciambelle? 

1) Cosa ami nel comprare nuovi libri?

L'aspettativa.
L'attesa (sudata).
La novità. 
Accarezzarli. 
Esplorarli.
Tenerli per uno o due giorni vicino al mio letto, per guardarmeli meglio. 

2) Quanto spesso compri libri?

Solitamente un paio di volte all'anno (il 2016 si sta rivelando una gradita eccezione). 

3) Libreria o negozio online. Quale dei due preferisci?

Di sicuro la mia preferenza va alle librerie, ma non disdegno Libraccio o IBS. 

4) Hai una libreria (bookstore) preferita?

Sì sì, la mia libreria di fiducia è un Mondadori store e si chiama Gulliver: qui, ad aspettarmi appena entro (o a rispondermi, quando telefono) c'è il mio fidatissimo, capacissimo Nonno Sam!

5) Pre-ordini i libri?

Non mi è mai capitato. 

6) Hai un limite di libri acquistabili in un mese?

Dunque, qui bisogna fare un bel discorsetto, chiaro e conciso. 
Non sono una ragazza indipendente, non ho un lavoro, frequento l'università e vivo con i miei genitori, per cui la risposta è sì, ma la questione dovrebbe essere posta in questi termini: "Qual è il limite massimo di libri acquistabili in un anno?" (il che presuppone sempre, inevitabilmente "Quali sono i libri che desidero davvero?"). Di solito il massimo è 6 o 7 all'anno. 
Come forse saprete però, ho questa fortuna di riuscire a godere di quegli attimi rubati in cui mi capita di trovare un romanzo della mia WL in una libreria, o anche in un centro commerciale (non sono così schizzinosa, vedete?) e per quel po' concessomi, lo tengo amorevolmente tra le mani. Capite? Non lo compro, però, per un momento, siamo entrati in uno stato di comunione mistica.  

7) I divieti di acquisti di libri fanno per te?

Oddio, divieto è un po' forte come parola, più che altro si tratta di buonsenso.

8) Quanto è lunga la tua WL?

Stando a quanto segnato su Goodreads, ho attualmente in WL 107 titoli. Ma non mi sorprenderebbe se in realtà fossero di più. 

9) Nomina tre libri che vorresti possedere ora (tra quelli in WL).

Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station, Fannie Flagg
Terapia di coppia per amanti, Diego De Silva
La chimera di Praga, Laini Taylor

10 Chi tagghi?

Qui la lumaca fa uscire appena la sua capoccina dal guscio. Fatevene una ragione. Io arrivo sempre tardi. Quindi, chi di voi si è già sbizzarrito con questo tag, può semplicemente lasciarmi il link come promemoria. Se invece, tu malcapitato che stai leggendo non ti sei ancora lanciato ... considerati pure taggato. Sarò felice di venire a dare un'occhiata alle tue risposte.

Orbene, adesso scusatemi, ma la lumaca torna a rintanarsi nel suo confortevole guscio.


P.S. Non state a preoccuparvi per la scia di bava che ho lasciato. Quando tornate, trovate tutto pulito, promesso!


martedì 26 luglio 2016

Strega comanda colore ...

Ecco, un po' mi vien da ridere. Perché lo so, lo so che tutti voi quando eravate dei pulcini appena usciti dal guscio giocavate a "Strega comanda color ...". 
Io no. Dico davvero. 
Certo è probabile che ci sia una spiegazione logica a questo. Non ero quel che si dice una gran compagnona in quei giorni in cui scorrazzavo nel giardinetto dell'asilo, e fino a qualche anno fa in mezzo a ragazzi della mia età mi sentivo un po' un pesce fuor d'acqua o la ruota di scorta. 
E oggi? Beh, direi che ci sto lavorando.  
E, perché no?, a suo modo, anche un simpatico Book Tag può essere buono per recuperare qualcosa di quel tempo strano, lontano e vicino, che è l'infanzia.
Allora, ecco che ve lo presento!




Come ogni Book Tag, anche questo qui ha le sue regole ... semplicissime, tranquilli!

1 Usare l'immagine del tag

2 Citare l'inventore del tag (bloody ivy) e ringraziare chi ti ha nominato

Io ringrazio Scheggia tra le pagine che spesso e volentieri mi propone qualche bel Book Tag. 

3 Trovare e illustrare brevemente:

Una cosa che si legge (con la copertina o con un disegno in copertina dove quel colore prevalga)


Strega Scheggia ha comandato il suo color ... color ... il giallo!  
Trovare un libro con questo colore è stato molto più difficile di quanto pensassi. 
In un Tag mi sembra giusto dare spazio ai libri che hanno un particolare significato per chi legge (così poi chi viene a sbirciare può prendere appunti interessanti!). 
Alla fine l'occhio mi è caduto su I love shopping a New York. Come sequel è a dir poco fantastico: Sophie Kinsella ripropone con uno slancio tutto nuovo la formula del primo e riesce a fare centro, grazie ad un'intelligente ironia, un intreccio solido ... e ad una protagonista che non delude mai i suoi lettori.


Una cosa che si indossa (capi di abbigliamento, collane, borsa, giacca, trucco ...)


Ho queste ballerine della Replay da ... pff! Neanche mi ricordo da quanto. Tipo una decina d'anni. 
Okay, in realtà sono color oro, ma è una tonalità abbastanza prossima al giallo. 
Comodissime. Vanno bene su tutto e si armonizzano perfettamente con qualunque mise.
Hanno calpestato mezza Europa. In gita me le portavo sempre dietro. 
Ogni volta che arriva la fine di settembre e facciamo il cambio di stagione, mamma esordisce con "Che dici? Le buttiamo?" e io tutte le volte "NOOO!!! Guarda qua: sono ancora buonissime!". 


Una cosa che si mangia/beve


Mie cari lettori vi presento (rullo di tamburi, fiato alle trombe) i favolosi, unici, mitici, leggendari ... ravioli con ripieno di ricotta e prezzemolo fatti a mano da Mami saltati in pentola con burro e salvia. 
Quando ho voglia di un bel pranzo che mi regali venti minuti di assoluto, perfetto, paradisiaco piacere e relax ... ecco, questa è la mia ricetta segreta!


Se anche voi avete voglia di giocare e tornare ad essere piccoli per qualche secondo ... consideratevi pure taggati. 
E strega Rosa comanda color ... color ... bianco

Buon divertimento!


domenica 24 luglio 2016

Quello che non ti aspetti: i miei due anni da book-blogger

Non so come ci sono arrivata. 
Ho iniziato perché scrivo. E perché leggo. 
E oggi sono due anni. 
Ma non è che io sia diventata una persona diversa solo perché ho aperto un blog. 
I book-blogger non hanno super-poteri. 
Sono ancora una studentessa di lettere moderne che non sa bene cosa fare di se stessa, e non c'è dubbio che sarò sempre la ragazza con la testa fra le nuvole e con il cuore nei libri. 
Ho solo trovato un posto dove esserlo liberamente. 
E condividerlo con voi.
Ecco voi siete quello che non mi aspettavo.
Quei lettori che sono arrivati pian piano, i "silenziosi" e gli "immancabili", quelli che anche con una sola parola, un complimento, un grazie, mi fanno sapere che ci sono e che qualcosa di bello, in fondo, riesco a regalarlo. 
Stefania, ricordo ancora con una certa emozione il suo primo commento, che era anche il primo commento in assoluto sul blog, me lo sono trovata lì, sotto il naso, ancora un po' attonita, incredula. Allora scrivevo ancora per il solo piacere di scrivere, con la speranza silenziosa che qualcuno si sarebbe fermato un momento e, con un po' di fortuna, avrebbe pensato "Sì qui si sta bene, magari qualche volta ci torno". 
Francesca, che, come me, è una lettrice dal cuore tenero e così finiamo per scambiarci parole una più affettuosa dell'altra. 
Anna Rita ... ecco, io continuo a chiedermi come fai ogni volta ad allungare le mie WL con tanta sapienza e maestria (e senza il minimo ritegno!). 
Adele, che sa benissimo cosa voglia dire dover scendere a patti, ad ogni sessione di esami, fra la studentessa che è in te e la lettrice smaniosa e irrefrenabile. 
Nik, cosa ti posso dire? Appena ti ho trovata, ho scoperto una gemella di letture, ed è sempre cosa buona e giusta averne una. 
Laura, che è Laura e basta e già questo è sufficiente, ma poi è anche Zia Libridinosa e a una zia così non si può non voler bene.  
Nunzia, che mi cattura e mi commuove e mi emoziona e mi fa riflettere ... con le sue recensioni così profonde e sincere. 
Muriomu, che sviscera i libri fino all'osso, che mi fa scoprire le favole di oggi e guardare con occhi diversi quelle fanno parte di me sin dal'infanzia. Oh! E che ama Elisabetta Gnone almeno quanto me.
Chocolate And Books, che ho conosciuto grazie al gruppo di lettura di Muriomu e nel cui blog state sicuri che qualche bel libro interessante salta fuori sempre. 
Grazia, una vera, autentica fangirl, che sa parlare come una vera, autentica fangirl. E cultrice dei misteri del #mainagioia. 
Lea e Stefania: vi conosco poco, ma già vi adoro! 
E poi Chiara, che è sulla buona strada per diventare la mia consulente in materia fantasy. 

A voi, che siete un po' le mie fatine buone, grazie perché, semplicemente, ci siete. 




giovedì 21 luglio 2016

IL MONDO DELL'ALTROVE, Sabrina Biancu

Incipit:

In un angolo buio della stanza un bambino, rannicchiato su se stesso, con le ginocchia appoggiate al petto e il viso nascosto dalle braccia, singhiozzava e tremava.

Il mondo dell'altrove, Sabrina Biancu
Marco Del Bucchia Editore 


Stile di scrittura: acerbo 

Complessità dei personaggi: media

La mia lettura

Ho ricevuto la mail con il racconto in allegato il 10 di aprile, il che vuol dire, se i parametri della matematica non sono opinabili, che Sabrina Biancu ha dovuto attendere ben tre mesi prima che io iniziassi a leggere e valutare il suo lavoro.
Badate però che in tutto questo tempo mi sono ben guardata dal cedere alla tentazione di curiosare fra le varie recensioni che fioccavano in giro: una cosa a cui tengo e a cui non sono disposta a rinunciare quando incomincio un nuovo libro è la possibilità unica e irripetibile di avere un'impressione che sia mia, personale e autentica.
Mi sono quindi accostata alle prime pagine con tutto il candore e la golosità di una bambina, pronta ad accogliere tutto quello che avrei trovato, e a misurarlo attentamente passo passo.
Ecco, ora sono pronta a svelarvelo: cosa si nasconde nel Mondo dell'Altrove?
Una delle cose che ho apprezzato di più di questo libro è la sua struttura narrativa, che può leggersi in due sensi: cinque diversi racconti autoconclusivi, a sé stanti, ognuno con i suoi personaggi e il suo mondo, o un racconto unico, come perle di un'unica collana, un viaggio fantastico attraverso il quale il lettore si affaccia sulle finestre di un luogo, anzi di più luoghi, che non sono qui, ma altrove, ma dov'è dunque questo Altrove? E, prima ancora, cos'è? Un luogo tra il sonno e la veglia? Utopia? Miraggio? Sterile fantasia?
Per scoprirlo, come in tutte le storie, dobbiamo partire dall'inizio.
Questa storia inizia con il buio e il freddo, con la paura che ogni individuo porta con sé, come una bizzarra e pesante eredità, sin dalla nascita, quella di vivere. C'è un bambino e c'è una voce. Angelo custode, coscienza, Dio, non è importante quale sia il suo nome, la voce conduce il bambino, e noi con lui, tra il grigiore e l'indifferenza di un mondo in cui le persone hanno dimenticato come si fa a guardarsi negli occhi, abbagliati dalle seduzioni delle apparenze, dalla fredda e distaccata logica del denaro, che ci rende soli, ciechi, bruti e brutti, persone che hanno disimparato come stare insieme, come dare la speranza anche solo con un pasto caldo, che se vanno in giro, indaffarate, ma senza un vero impegno, uno scopo.
Passeggiamo fra grandi città e villaggi sperduti, posti fantastici o verosimili, ma sin da subito appare chiaro quale sia il luogo che all'autrice interessa realmente visitare: il cuore umano.
Ne viene fuori un'opera semplice, senza troppe pretese, adatta ai lettori di ogni età e abbastanza genuina nelle piccole morali che ogni storia racchiude in sé, come un cioccolatino fondente dal cuore di caramello, un linguaggio perfettamente chiaro e accessibile, sebbene forse un po' compassato e ridondante, soprattutto nei primi due racconti. Dovendo poi essere critica a tutti gli effetti, io credo che un libro di questo tipo avrebbe avuto bisogno innanzitutto di un impatto visivo più forte, avrei visto bene qualche illustrazione fra le pagine o anche solo delle vignette ad accompagnare i titoli dei racconti.
Ma il fatto è che il vero tocco di stile e originalità c'è, ed è nel racconto La rosa bianca, in cui, grazie anche ad una scrittura snella e accattivante e a un buon ritmo narrativo, trovano posto magnificamente tutti quei temi che nelle altre storie non riescono ad assumere una forma così vivida e convincente. Qui c'è tutto: c'è la solitudine di Elia, c'è Desideria ingannata dalla bellezza esteriore, c'è Irina che sacrifica il suo posto in cielo in un gesto d'amore puro e disinteressato. E c'è di più, molto di più, ed è questo il bello: l'intelligenza del cuore di un bambino che riesce a sradicare la mediocrità degli adulti, e ridà speranza e vita ad una donna che credeva di non meritare più di vivere.
E dove arriveremo alla fine del viaggio? Cosa farà quel bambino sperduto, dopo che anche l'ultima finestra si sarà chiusa sul suo Altrove?
È proprio qui che si chiude la storia, con il suo segreto più profondo: qui, su questa terra, questo condominio che ci siamo trovati ad abitare per caso, è qui che ognuno di noi ha il dovere di portare un po' del suo Altrove.

Traendo le dovute conclusioni, personalmente io vedo questo racconto come un esperimento ancora un po' acerbo e goffo, tuttavia resta il fatto che il potenziale c'è ed è buono. Spero davvero che Sabrina Biancu riesca a scoprire come sfruttarlo.


Parole nuove: /

Se fosse musica: Rapsodia in blu di George Gershwin. Ecco, sto pensando proprio alla versione Disney, in Fantasia 2000  


Il giudizio di BP: Guarda e passa

 

lunedì 18 luglio 2016

Leggendo Erri, incontrando Lorenzo

Incipit:


Si dice che il carattere di una persona si formi nei primissimi anni di vita. Sono i primi anni che influenzano tutto il resto. Una bella fregatura. Perché basta che per un motivo o per l'altro quel periodo non vada per il verso giusto, che sei rovinato per sempre. Hai voglia ad andare a cercare cos'è stato a farti diventare come sei, qual è l'avvenimento che a un certo punto ti ha fatto deviare dal percorso. Col tempo, il fatidico istante si perde nei meandri della memoria e diventa quasi impossibile recuperarlo.  Per gli altri forse. Non per me.  
La tristezza ha il sonno leggero, Lorenzo Marone
Longanesi & C.




Stile di scrittura: a incastro*

Complessità dei personaggi: alta

*come in un puzzle in cui passato e presente si incastrano perfettamente.


Una lettura incrociata

I libri non finiscono con la parola fine. O almeno, non è sempre, necessariamente così.
Se siete lettori forti, l'avrete scoperto da un po'.
Mentre leggevo le ultime pagine, lasciando scorrere davanti ai miei occhi la danza dei personaggi, desiderosi di dire ancora quel po' che avevano da dire, prima di togliere il disturbo e continuare in silenzio la loro vita di carta, sentivo in gola una specie di groppo, una strana inquietudine in realtà, come il sospetto che non tutti i nodi sarebbero venuti al pettine. Il che di solito è sufficiente a farmi infuriare.
Okay. Niente panico.
(Oddio ... mi è uscito l'incipit di I love shopping: prevedo un lungo periodo di disintossicazione da Sophie Kinsella!).
Mettiamo tutto per iscritto.
Ed è così che scrivo su Goodreads, dopo due giorni e mezzo di intensa lettura.

Quattro stelle.
Perché La tristezza ha il sonno leggero è un romanzo che non merita niente di meno. 
Tuttavia, durante tutta la prima metà, sentivo che avrei potuto dargli persino la quinta stella (sì, una in più, rispetto a La tentazione di essere felici). 
E allora cos'è successo?
Mi è mancato qualcosa. 
Avrei voluto vedere meglio nel rapporto fra Arianna e Mario, Mario che per Erri che non è suo figlio è più di un patrigno, e che invece per sua figlia appare (o almeno così è apparso a me) poco presente. 
Avrei evitato tante pagine costellate di tradimenti carnali, perché se è vero che spesso le scappatelle sono un modo per fuggire la propria coscienza, è anche vero che le ferite in una coppia possono assumere molte altre forme. 
La tristezza ha il sonno leggero è un romanzo corposo e va affrontato con la giusta consapevolezza. Altrimenti si rischia di restare con l'amaro in bocca.

Solo dopo mi viene in mente che La Libridinosa ha il mio indirizzo e che forse dovrei cominciare seriamente a pensare di espatriare (quanto ci vuole per un passaporto?) ... Ma tant'è, i libri per me sono una cosa seria, quindi essere onesti è il minimo indispensabile. Tanto più che quest'uomo (il signor Marone) io devo incontrarlo di persona.

Insomma, l'incontro del 17 giugno a Pescara (capite? PE-SCA-RA. A due passi da casa mia! Anche ora, mentre scrivo, ho difficoltà a crederci) da Feltrinelli, ore 18:30, per la presentazione del nuovo romanzo di Lorenzo Marone, La tristezza ha il sonno leggero, si prospettava ... interessante. E vi dico solo che io ho fatto i salti mortali per esserci. Nel bel mezzo della sessione estiva, mentre ho in testa Catone, tabellae defixionum e riti religiosi che implicano puntualmente una "scrofa precidanea" da immolarsi, e per di più a ridosso degli Europei di calcio: ansia a livelli epici.
Voglio dire, per me non era la prima volta che incontravo da vicino un autore: la sostanziale differenza era che quel giorno non sarei stata presente solo come lettrice, ma come book-blogger.    
Quindi, cosa fa una brava book-blogger?
Si arma di PROMEMORIA:

1 Non dimenticarmi i libri a casa. 


2 Partire entro le 16:30 e arrivare a destinazione con largo margine di anticipo.

3 Formulare almeno una domanda di senso compiuto. Possibilmente intelligente.

4 Perorare la causa di tutti quei lettori che rivogliono Daria in libreria.

5 Riportare a casa i libri autografati.

... sennonché c'è la partita di mezzo, la partenza slitta alle 16:55. 
Va bene. Va bene. Va tutto ... bene, In fondo nonno al volante ha la destrezza di un ex pilota di F1.
Oh, non vi ho detto chi sono i partecipanti alla spedizione: dunque, ci siamo io, Mami, Pip e ... nonno appunto, il nostro personale chauffeur. L'allegra combriccola, con  l'eccezione di me medesima, non ha letto il romanzo, ma non c'è problema: in fondo, che ci sto a fare io qua? E di tempo ne abbiamo.  
Intorno alle 18:00 abbiamo trovato parcheggio e raggiungiamo la sede pescarese della Feltrinelli (apriamo e chiudiamo parentesi, giusto per darvi la misura del mio totale black-out mentale del momento: "Ehi!" faccio io "Vedo il riflesso dell'insegna Feltrinelli sui vetri di questo palazzo!", quindi mi giro tutta fiduciosa verso l'edificio adiacente, per poi realizzare, oh my god, che quello che avevo visto non era un riflesso, ma un cartellone reale, ergo, il palazzo giusto è questo qui davanti a me. Ehm ehm ... ecco ... Andiamo avanti, va').  
Quando finalmente giungiamo alla saletta eventi, un posticino a dir poco raccolto (con aria condizionata sparata, ovviamente ed io ovviamente non ho avuto la lungimiranza di equipaggiarmi per una scampagnata al Polo Nord), i posti a sedere sono vuoti, tutti, dal primo all'ultimo. Oh! E com'è naturale, abbiamo dimenticato la bottiglia d'acqua in macchina. 
Alle 18:15 arriva anche il tizio che farà da mediatore all'incontro. 
I minuti passano. Nessuno si fa vivo. 
Nelle mie orecchie rimbomba la voce tonante della Balena Parlante che impreca contro la pochezza dei miei conterranei: "Stupidi calciofili senza cervello!". 
Molto bene. Noi però siamo qui e faremo la nostra parte. 
Cellulare in tasca. Taccuino appunti sulle ginocchia. Penna in mano.
Quando il signor Lorenzo Marone è entrato in sala, tutte queste cose all'improvviso ... puff, sparite, cancellate, Non ho fatto foto. Non ho preso appunti.
Evidentemente la mia suprema letizia a questa apparizione doveva leggermisi in faccia, visto che il gentilissimo tizio mediatore si è preoccupato più di una volta, molto cavallerescamente, di portare all'attenzione di Marone i  miei occhi sbrilluccicanti (Dio, che imbarazzo!).
Ma dopo tutti questi bei preamboli infiocchettati, io direi ... beh sì, mi sembra il caso di raccontarvi come si è svolto questo incontro, non molto fortunato forse per Lorenzo Marone, vista l'esigua affluenza di lettori, ma assolutamente indimenticabile per me e BP.
Per rompere il ghiaccio, ma in modo da entrare subito nel cuore del romanzo, si parla della paternità, di quella reale che Lorenzo sta scoprendo sulla sua pelle, dei dubbi, delle domande e poi, della decisione di dire basta, quando sei lì, e ti ci trovi davvero, con tuo figlio davanti agli occhi, e lasci che sia l'istinto a guidarti.  
Leggiamo alcuni brani e capitoli brevi, quelle piccole perle che Lorenzo Marone dissemina nei suoi romanzi, come dei punti di riferimento per il lettore, per orientarsi in questo viaggio tra personaggi imperfetti, con le loro debolezze, i loro sogni, personaggi insomma che diventano persone, che diventano umani, parliamo dei legami familiari, di cosa significhi esattamente famiglia, del modo in cui questo spazio intimo ci forma, ci plasma, ci cambia, ci da dei ruoli che finiamo per ricoprire senza neanche renderci conto, che a volte ci fanno sentire in gabbia, ci fanno sentire in dovere di recitare una parte, di nasconderci, ci fa sentire smarriti, e della voglia e del bisogno di cercare qualcosa di vero, di autentico, qualcosa di buono, di caldo che ci riempia lo stomaco, proprio come accade ad Erri.
Ho anche l'occasione di scoprire alcuni particolari sulla stesura del romanzo, di cui non avrei mai sospettato e che sono sempre così appetitosi per i lettori entusiasti.
Sapevate voi, ad esempio, quando e come è nato l'episodio della Moleskine di Matilde?
Personalmente, sono felice che Lorenzo Marone abbia deciso di condividerlo con noi, innanzitutto perché da qui ho capito, se mai potevo ancora avere quei due o tre dubbi, che lui è uno scrittore con la testa sulle spalle, uno che il mestiere di narratore lo sa fare (e non è che tutti gli scrittori siano abili narratori) e poi c'è da dire che una delle mie domande puntava proprio sul personaggio di Matilde, ed è sempre buono quando è l'autore stesso in questi casi a spianarti la strada.
Voi che questo libro l'avete letto, mi risponderete subito in coro: perché inserire questo episodio, che lì, sul momento, può sembrare marginale, magari un capriccio, un vezzo?
Beh, ma perché appena Matilde entra in scena saremmo tutti pronti a darle della sgualdrina insipida e isterica! Ma poi ecco che Erri trova la sua agenda e, ovvio, un marito tradito coglie al volo l'occasione, toh eccoti qua la via più veloce e sicura per carpire i più intimi, sporchi, inconfessabili segreti della tua donna, serviti su un piatto d'argento. Sennonché, sia Erri, che noi lettori, tra quelle pagine, tra quei frammenti di pensieri, troviamo ben altro, quella che appare è una figura di donna nella sua molteplicità, semplicemente, non l'odiosa creatura che all'inizio del libro con gli occhi iniettati di sangue gli morde il dito.
Marone infatti ci confida che questa scelta è stata dettata (all'ultimo momento, quando ormai il romanzo era pronto per essere stampato) da un desiderio di rendere Matilde più accessibile, di spiegare, in parte, se possibile, le sue contraddizioni, gli errori, le paure, le speranze, sì, perché credo che, alla fin fine, Matilde sia solo una persona che, come Erri, come tutti noi, si fa di speranza.
Uh, c'è stato anche un memorabile momento in cui sono stata presa da un folle impulso omicida, quando il tizio cavalleresco ha posto la seguente domanda-scivolone: "Perché il nome Erri?".
(TA-DA-DA-DAAA. TA-DA-DA-DAAAAA).
Ho evitato di proposito di guardarlo o l'avrei incenerito con lo sguardo.
Mi sono sentita così in pena per Lorenzo Marone che avrei voluto alzare la mano come si fa a scuola per evitargli il supplizio di dover anche rispondere (e lui l'ha fatto, senza la minima riserva).
Bisogna però riconoscere che almeno quest'uomo ha avuto la correttezza di mettere subito in chiaro che il libro non l'aveva ancora letto tutto (cosa che, probabilmente, non tutti sarebbero stati disposti a fare al suo posto).
Perdonato quindi il nostro onesto mediatore, ci avviamo verso la conclusione, gettando uno sguardo fugace sulle ultime pagine del romanzo, parliamo della scelta finale di Erri, di quella che sarà dopo la vita per lui, una volta chiuso il libro:  Erri, che per tutta la vita è stato quel bambino rannicchiato a testa bassa nell'angolo, in attesa che uno dei genitori gli dicesse qualcosa che lo facesse sentire al sicuro, protetto, qui  per la prima volta, sceglie, sceglie di fare una pazzia, "un salto nel buio" (non è così che scrive Matilde sulla sua Moleskine?).
Bene. Ci siamo.
(Oddio: ci siamo?)
Ora il signor Marone è nelle mie mani di avida lettrice.
Ecco, la prima cosa che devo fare è togliermi questa curiosità, è da quando sono inciampata in quel capitolo che ci penso. Abbi dubbi: è un riferimento all'omonima canzone di Edoardo Bennato?
Con mia sorpresa, la risposta è no, anche se Lorenzo Marone ci tiene subito a precisare che è "uno dei suoi cantautori preferiti" (e a mio fratello Pip, finissimo estimatore del rocker partenopeo, l'accorta scelta di parole non sfugge di certo: "cantautore" ha un significato ben preciso all'interno delle canzoni di Edo).
Alla fine (un bel respiro) mi sciolgo un po' di più e trovo il coraggio di mettere in fila tutti i miei dubbi come disciplinati soldatini, cose che mi hanno letteralmente tenuta sveglia la notte, quando mi sentivo addosso una specie di magone che veniva a pungolarmi la bocca dello stomaco ... e tu, tu che fai? Ti giri e ti rigiri nel letto, senza pace, per questi disgraziati (non avete idea!).

1 Mario e Arianna.

Allora Mario, tu mi piaci tanto, e vabbene, Arianna sembra tanto tosta e indipendente e impenetrabile, però cacchio, uno sforzo piccolo piccolo in più, magari, ce lo potevi mettere, no? E ogni santa volta è "Pensaci tu, Erri"!
No no, tranquilli, ovviamente non sono stata così agguerrita con Lorenzo Marone. Vi assicuro che ho esposto le mie perplessità in maniera perfettamente civile.
Marone, con quella sua inconfondibile sorridente pacatezza, getta una luce sul personaggio di Mario, come uomo e come padre (non mi sarei meravigliata se si fosse effettivamente materializzato all'improvviso davanti a tutti), nonostante la sua carica di positività, perché lui è indiscutibilmente il personaggio più positivo del romanzo, ecco, il buon Mario ha anche lui le sue ombre, e poi essere padre, continua l'autore, spesso è molto più difficile con un figlio tuo.

2 Matilde. La sua entrata in scena.
  
Matilde io ... ti capisco. Ma non ti capisco. È come se dentro di te ci fosse più persone che non riescono a ritrovarsi.
Stai cercando di scuotere Erri, di dargli una svegliata? O le tue speranze inacidite e illuse, ti hanno davvero reso questa donna meschina?
Anche qui le parole di Lorenzo Marone rimettono tutto in prospettiva, mi danno la possibilità di guardare meglio quello che sta accadendo fra i due: si tratta di una situazione forte, è vero, ma ... quanta ironia si riesce a percepire? Entrambi, marito e moglie, sono ai ferri corti, ma sono anche entrambi infantili, immaturi, non sanno quello che vogliono. Avranno tutto il romanzo per imparare a capirlo,  o almeno per incominciare a cercarlo.

3 Cesare. Erri. Un confronto.

Cioè, secondo voi, io non mi prendevo la briga di scomodare quel coriaceo vecchietto dal cuore d'oro, amato da tutti i lettori? E che, scherziamo?
Poi il mio interesse qui è squisitamente narrativo.
Ho fatto una domanda precisa che voleva arrivare ad una questione precisa: quale dei due personaggi è stato più difficile raccontare?
Erri, spiega Marone (che probabilmente ha questo punto teme che io voglia tenerlo in ostaggio in questa sala fino a domattina), è sicuramente più vicino a lui, per età, per carattere, per il vissuto familiare, ma allo stesso tempo la sua storia è stata molto più complessa da gestire.
E ci credo.
Cesare, con i suoi travestimenti, i suoi allegri e spensierati incontri con Rossana, con il suo fanculo al mondo, fa una non-scelta di serie A, quella che Erri non può permettersi, perché Cesare i giorni in cui scegliere chi essere se li è lasciati alle spalle, Erri li ha ancora davanti a sé, inesplorati, non ha la più pallida idea di cosa ci sia dietro l'angolo per lui.
Non è particolarmente simpatico né attraente, non ti fa ridire, al limite vorresti dargli una vigorosa manata sulle spalle e qualche consiglio spassionato, e poi alla fine sorridi e dici, bravo, lo vedi Erri? Puoi farcela, tifo per te.
Perché è vero, siamo tutti un po' Erri. E nel suo personaggio c'è un'ironia, ma non quella leggera, tragicomica di Cesare, no, un'ironia più sottile, più amara, "pirandelliana" direi.
Ecco io credo che tutte queste cose rendano La tristezza ha il sonno leggero un romanzo forse non perfettamente compiuto, a suo modo più difficile da accettare rispetto al primo lavoro di Lorenzo Marone, ma di sicuro più maturo.
Ho tutte le ragioni per pensare che il prossimo romanzo di questo scrittore sarà una vera sorpresa. E non lo dico tanto per dire. Vengo a sapere infatti che qualcosa bolle in pentola e che il prossimo anno salterà fuori una buona novella per noi affezionati lettori (e a quanto pare avremo una protagonista donna, ma sshhhhh fate come se nulla fosse).
Beh ragazzi ... adesso siamo proprio arrivati alla fine.
Ma prima ci sono ancora un paio di cose da fare. Sgattaiolo fra le sedie e raggiungo in un balzo Lorenzo Marone per ringraziarlo della sua presenza qui, in questo posto dimenticato da Dio, e scucirgli con tutta la grazia di cui dispongo due desideri. 







E poi mi infervoro tutta nel perorare la causa della ristampa di Daria
Non so se perché ero completamente fatta di felicità, ma credo di aver inteso che ... sììììììììììììììììì, è prevista!!!

Ecco, più di così non potrei dirvi. So che ci sono tante, tantissime, una marea di cose e di personaggi di cui non vi ho nemmeno accennato, ma questo è il bello: adesso starà a voi scoprirlo.
Perché c'è una cosa che so: i libri ti dicono come iniziano le storie, ma sei tu, tu lettore, che decidi come e quando finiscono.

Non avevo pensieri che per quella frase, "i padri tornano sempre".
Già.
Il problema è che, spesso, non tornano in tempo.
 

Parole nuove: cotenna, intorcinare

Se fosse una canzone: Il volo, Zucchero.
Mentre leggevo, mi sono tornate subito in mente le parole di questa canzone: Sogno qualcosa di buono/ che mi illumini il mondo/ buono come te.

Il giudizio di BP: Bello
  



lunedì 4 luglio 2016

Cosa si nasconde dietro la fontana?

Buon lunedì lettori che spasimate per un po' d'aria fresca!
Qui da me il tempo è sereno, non così soffocante come ieri (BP stava rischiando di arenarsi), e dalla mia postazione in cucina, fortunatamente, c'è un discreto passaggio di aria. 
Oggi, Pip ed io abbiamo bypassato il mare, un salto con mamma e papà a prendersi tutta l'aria condizionata all'ufficio postale, unica cosa carina degna di nota che mi ha strappato un sorriso, due vecchietti che parlottavano sulla presenza nella Bibbia di Satana e, non ci crederete ... della muffa (lo dico io, che dovrei proprio mettermi a leggerne una paginetta alla volta: salta sempre fuori qualcuno con "Hai letto questo?", "Lo sai che?" e tu lì a chiederti sconcertata, allibita - praticamente offesa a livello personale - "Ma davvero?"). 
Ma di cos'è che dovevo parlarvi oggi? Fatemi ricontrollare gli appunti ... Marone, Kinsella, Morganti, Genova, Liebster Award ... oh sì, ecco qua, vi avevo accennato qualcosa nell'ultimo post, dunque, sono incredibilmente, spropositatamente orgogliosa di dirvi ... che da lunedì 27 giugno nella mia piccola città ahimè senza libreria è stata istituita ufficialmente una Piazza dei Lettori. 
Ora beh, si fa presto quando si tratta di nomi, poi bisogna vedere un po' meglio, un po' più da vicino la realtà dei fatti. 
La Piazza dei Lettori nasce come luogo dedicato ovviamente alla lettura, ai libri, ai lettori (qui, onestamente, non ne conosco nessuno personalmente, chissà dove si nascondono?) e il posto è ... è carinissimo, davvero, e l'idea, ciò che da un senso a questa semplice istituzione, è che nella casetta dei libri (se da qualche metro prima, guardi davanti a te, appena un po' sulla sinistra, la vedi distintamente dietro la fontana, in un piccolo spazio quadrangolare che somiglia moltissimo al tuo giardino dietro casa), chiunque, in qualsiasi momento, si trovi a passare di qui, può e deve trovare dei libri.  Insomma, il punto è che tutti posso prendere liberamente un libro dalla minuscola casetta dei libri, nessuno ti rincorrerà perché non hai tirato fuori i soldi, non servono, perché quello che serve alla casetta per esistere è altro: i libri! Quindi, è chiaro, no? Prendi un libro, lasci un libro: semplice, chiaro, indolore. 
Ma, come io e il mio socio (nonché fratello) Pip abbiamo potuto amaramente constatare solo l'altro giorno, il concetto sembrerebbe non essere ancora entrato a pieno diritto nelle coscienze dei nostri concittadini. 
Io mi stavo concentrando sui titoli da prendere in considerazione, quando due ragazzine ci sono sguisciate davanti, hanno preso bellamente in mano un libricino e bellamente se ne sono andate. Pip ed io ci siamo scambiati uno sguardo e abbiamo pensato tutti e due la stessa cosa: "Ecco qua, non è cambiato niente dall'anno scorso!". 
Sì, perché tutto ebbe inizio da quel giorno dell'estate passata, quando Mami mi lanciò questa bella notizia: una brava donna aveva pensato di lanciare qui da noi l'iniziativa "Libera un libro", in cui per due giorni tutti potevano andare in giro per la cittadina in cerca di libri (un po' una caccia al tesoro) da scambiare con i propri. Tutto bello ed eccitante, certo, peccato che nessuno avesse capito lo spirito di questa intelligente iniziativa: forse causa (ma non scusante) l'allettante biglietto allegato ad ogni pacco che recitava "Prendi questo libro, è tuo!", sta di fatto che nessuno ha pensato a questa semplicissima, naturale possibilità: "Ehi, un momento! Se io lascio un libro e tu lasci un libro e lui/lei lascia un libro ... fra qualche giorno potrei trovare qualcos'altro di bello!". 
E invece ... no, guardate, non voglio neanche parlarne, sennò divento rossa di un rosso incandescente per l'imbarazzo. 
Quest'anno questa stessa brava donna si è nuovamente armata di coraggio (guadagnandosi tutta la mia stima e la mia ammirazione) e ha messo su questa Piazza con la casetta dei libri (che a me ricorda un grande orologio a cucù). Ecco, io posso dire che da parte mia, avrà tutto il sostegno possibile. 
Sostegno che mi sono già preoccupata di dispensare, come vi dicevo poco più su (e che dispenserò ancora nel corso delle settimane venture, a piccole, misurate dosi). 
Dunque, cosa mai avrò scambiato, per la prima volta, nella mia appena trovata casetta ideale?

Questo ...


... con questo!


Vi faccio notare la mia soddisfatta, sorniona espressione! 
Qui, devo ringraziare le numerose bookblogger che hanno scritto tanto bene di Andrea Vitali, così che quando mi è saltato all'occhio, ho capito all'istante che doveva essere MIOOOOO. 

Per il momento è tutto da F (provincia di Chieti), città al momento poco librosa, ma che, si spera, possa vedere tempi migliori.  


venerdì 1 luglio 2016

Giugno, non ci siamo visti, ma c'ero!

"Non pubblichi nulla da 7 giorni".
(Mi nascondo quatta quatta dietro I love shopping a Las Vegas).
Odio quando Facebook si compiace di ricordartelo. 
Così prosaico, così fiscale. 
In fondo un po' di riposo, me lo merito. Perché giugno sta filando via, e si porta dietro un quantità incredibile di cose. 
Beh sì, lettori (oilà, ciao a tutti, a proposito!) devo dirlo, queste ultime settimane hanno decisamente superato le mie ben modeste aspettative: incontri d'autore, maratone di lettura, e infine la notizia sconvolgente, epocale dell'inaugurazione di una Piazzetta dei Lettori nella mia poco bibliofila città.
Purtroppo mi sono persa l'inaugurazione (premuratevi sempre di scoprire per tempo la pagina FB di un evento o iniziativa!), ma per domani pomeriggio ho programmato un bel sopralluogo come si deve.
Oh! Ma adesso lasciate che mi vanti un po' delle mie letture. 
Tutto inizia pochi giorni prima dell'esame di Fondamenti di giornalismo. Sono lì che ripasso, che sfoglio avanti e indietro le pagine di appunti sul mio quaderno ed ecco che vengo folgorata da questa consapevolezza improvvisa: un momento! Ma io tutta questa roba la so a menadito ... e se mi prendo un paio di giorni sabbatici?
Non faccio in tempo a trovarmi tra le mani il cedolino dell'esame che mi piomba addosso questa notizia straordinaria: Lorenzo Marone. A Pescara. Il 17 giugno.
Okay, cosa si fa?
No, non esiste, devo studiare.
Col cavolo! Io ci vado! (Grazie Laura, per il sostegno, per i messaggi deliranti ... e perdonami se non ho fatto le foto). 
Insomma, per la prima volta nella mia vita, sono riuscita a bilanciare coscienziosamente, senza danni collaterali, studio e letture personali. 

Status (aggiornato) letture
maggio-giugno

Siete curiosi di sapere quali sono i due libri che mi hanno tenuto compagnia nel bel mezzo della sessione estiva? (Di sicuro il secondo l'avete intuito). 



Ahhhhh! Adesso che mi viene in mente! 
Questo mese ho avuto anche dei nuovi arrivi in casa. 

Cosa c'è di nuovo nella mia libreria?


Grazie Libraccio. E chi ti lascia più?
(Fortuna che qualcuno contempla ancora il contrassegno tra le modalità di pagamento!). 





E qui, un grazie a Francesca del blog Il cuore in un libro, per il suo del tutto inatteso, graditissimo regalo.

Recensione nel cuore

Daria di Lorenzo Marone, dal blog Due lettrici quasi perfette

In più, voglio segnalare una recensione che non è solo una recensione, ma un interessante spunto di riflessione sulle donne e l'insegnamento, la trovate qui, sul blog La Biblionauta.

Beh, io direi che per oggi ho concluso qui ... Uh! Giusto!
Aspettate ancora un secondo, mi è appena arrivato un comunicato urgente.
Vi lascio di seguito i dettagli.
(A prestissimo!).

AVVISO DALLA BALENA PARLANTE:
Si comunica ai lettori che  il mese di luglio sarà ... carico. Parecchio carico.