Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

martedì 18 ottobre 2016

VIOLA, VERTIGINI E VANIGLIA, Monica Coppola

Incipit:

"E quello dove vorresti metterlo?" mi chiede Emma, osservando perplessa il Ducato già stracolmo.
"Proprio qui ..." annaspo spingendo lo scatolone.
"Se infili ancora qualcosa, quel catorcio esplode".
"Ma no, guarda, è entrato! Se solo 'sto coso si  chiudesse ..."
In quello stesso istante il portellone si spalanca riversandomi addosso una catapulta di oggetti, forme e dimensioni assortite.
Una ciabatta a forma di mucca volteggia in aria e, dopo una serie di allegre piroette, va a depositarsi direttamente ai piedi di Emma.
"Te l'avevo detto che esplodeva!"
Monica Coppola, Viola, vertigini e vaniglia
Book Salad



Complessità dei personaggi: medio-bassa

Stile di scrittura: dolce ma pastoso, come il miele

La mia lettura

Non ti dimentichi facilmente di un libro che ha nel titolo una labiodentale sonora in allitterazione.
Viola. Vertigini. E vaniglia.
Questo felice e promettente ritornello, complice tra l'altro la recensione (perbacco!) positiva di una book-blogger non propriamente famosa per il favore verso autori emergenti, mi è rimasto in testa per mesi, sicché la strada per la mia WL è stata decisamente breve. Resta da vedere se poi queste vertigini e questa vaniglia, che chissà cosa centreranno mai, vi chiederete, con una ragazza dal nome floreale, abbiano trovato anche la chiave per il mio cuore.
Voltata quella favolosa cover dai toni confetto, la cupcake sotto il titolo, spia silenziosa di situazioni tutte da gustare e di impreviste svolte culinarie (e sentimentali anche), si finisce inghiottiti tra infruttuose (o forse no?) scorribande al Salone del Libro, All Star fucsia e felpe di Snoopy e una storia ancora da scrivere: benvenuti nel mondo di Viola. Fate pure come foste a casa vostra, qui la quotidianità è di moda. Ed è questo che convince.
È vero, di solito sono refrattaria agli schemi narrativi troppo semplici, vado pazza per gli ingarbugliati e scoppiettanti intrecci alla Sophie Kinsella, e il surplus di dialoghi a sfavore di pagine più intime e distensive tende a mettermi in allarme. Il terrore è quello di incappare nell'effetto stilizzato. Dunque qui la cosa si fa interessante. E parecchio anche: gulp! Questo stilizzato funziona!
Con pochi tocchi di colore e uno stile godibile, a metà fra il fiabesco e il verace, Monica Coppola disegna personaggi che sembrano usciti fuori dalle strisce dei Peanuts.
Le disgrazie della nostra "Charlie Brown in gonnella" (pienamente calzante la definizione di Ophelie) iniziano il giorno del non-Marmellata Day, quando, nella sua vecchia casa di Villa Fiorita, il gran giorno delle confetture e delle crostate pianificato ogni anno con cura dalle donne Preziosi, cioè mamma Rosa e le sue sorelle, del tutto inaspettatamente salta per l'arrivo trionfale della sua perfetta cugina Matilde, l'archistar di fama e moglie realizzata. Tutto quello che Viola non è insomma. Peccato che anche lei abbia una grossa sorpresa da fare alla sua famiglia e non è così sicura se sia buona o cattiva ... certo, investire il tuo futuro in un pennuto di nome Poldino (dietro il beneplacito di una banda di marmocchi-campione) e affidandoti a un editor in eleganti maniche di camicia che un giorno ti placca d'oro e quello dopo fa appena il pretenzioso, oh dimenticavo!, e rinunciando ad una sospirata promozione per cui sei passata sopra la stronzaggine di un capo untuoso e un lavoro avvilente, nella speranza magari di scucire un piccolo moto d'orgoglio in una madre che continua a ripeterti "tanto tu sei di un'altra pasta" ... è lecito chiederselo, ne varrà davvero la pena? Insomma, in tutto questo, Viola riuscirà a non perdere di vista la sua strada o, per dirla con le parole di zia Dalia, la sua stella danzante?
Ecco, gli ingredienti per un paio d'ore spensierate ci sono tutti, se poi Rosa e Viola stonano un po', pazienza, comunque si tengono buona compagnia. Perché, se anche davanti alle ultime pagine, ammettiamolo, sappiamo tutti come andrà a finire (e con chi!), questa ragazza con le sue vertigini da sfidare e il pericolo della vaniglia sempre dietro l'angolo, ci piace perché non ha nulla di speciale se non il suo essere sé stessa, che pure lei ha fatto di tutto per tenere nascosto, come uno scarabocchio di cui vergognarsi. Ci piace perché, prima di scoprire cosa vuole fare, ha bisogno di capire cosa non fa per lei.
Buonumore e simpatia assicurati e qua e là un sorriso per una protagonista con cui forse non è stato proprio amore, di quello folle che si può avere per una sacher, ma qualcosa dal sapore più semplice, come una meringa, che guardi scettica finché non entri in quel piccolo mondo di meraviglia. 


Parole nuove: bracchetto, ciapinabò, domopack, macramè, ravanare, rubatà, vuvuzela

Se fosse una canzone: Tra due minuti è primavera, Annalisa. 


Il giudizio di BP: Niente male