Sempre in viaggio sul mare

Il più saggio di tutti marinai
lui che a terra non era sceso mai
ma vedeva lo stesso tutto il mondo
riflesso ... in ogni racconto
Edoardo Bennato Sempre in viaggio sul mare

giovedì 31 dicembre 2015

Ricapitoliamo #2015

C'è solo una cosa in grado di infondermi un senso di odio e disgusto più della vista di un ragno che sgambetta malandrino sui muri o dei traduttori senza vergogna che creano mostruosità tipo Gianna Eyre e Edoardo Rochester: il raffreddore.
Probabilmente non avreste immaginato così la frase d'apertura del mio post, in effetti neanch'io.
Ma se giri per casa con un busta che, no, Pip, fratellone, non contiene caramelle come la calza della befana, qui ci sono solo fazzoletti usati, e se da giorni il cielo sembra che non sappia decidersi fra il grigio e l'azzurro ad ogni ora che passa ... beh diventa un po' difficoltoso fare bei pensieri.
Tuttavia ... adesso che mi trovo a scrivere, perché un bilancio di fine anno, bisogna proprio farlo, e do un'occhiata casuale appena in alto a destra della pagina, mi trovo inevitabilmente a pensare ... wow, ma quante cose sono successe in questo 2015?
Già, perché solo un anno fa, La Balena Parlante ed Io era ancora Daily Fancy; a metà strada, poi, per quattro secondi e mezzo è stato anche Il Quaderno degli Appunti e poi un bel giorno è diventato quello che è oggi.
Okay, dai. ricominciamo da capo.
Ben ritrovati, miei cari lettori. nel mio angolo di casa, il luogo dove condivido con voi quella parte di me che mi piace chiamare Rosa, leggo e scrivo.
E' così, è vero, trentuno gennaio, ultimo dell'anno.
Tra qualche ora, io e la mia famiglia, ce ne staremo accucciolati sul divano di nonna, in TV L'anno che verrà, già ci vediamo con i calici in mano, il gorgoglio dello spumante (ehm, me esclusa: sì, queste papille gustative non hanno mai toccato alcool), il pandoro già inzuccherato nella busta come in una palla di neve, e in sottofondo il conto alla rovescia.
Sì, per qualche minuto tutto sarà bello, tutto andrà bene ... finché non ti ricordi che hai ancora il raffreddore, che speri ancora di riuscire a dare almeno due esami, che di sicuro non smetterai neanche quest'anno di rosicchiarti le unghie. Che sarai eternamente Pollon-Combina-Guai di mamma.
E sapete una cosa?
Spero proprio che sia così.
La cosa bella dell'essere vivi è proprio questa, che ogni giorno, ogni volta, possiamo ricominciare da capo, possiamo scegliere, tutte le sante mattine appena svegli, di ri-inventarci, di scoprire chi siamo e chi saremo.
E questa è una lezione che ogni lettore sicuramente conosce. Del resto è per questo che leggiamo, è per questo che scriviamo, per questo l'essere umano avrà sempre bisogno di storie. Di raccontare e raccontarsi. Come diceva il mio prof di Teoria della Letteratura: "Forse, invece che Homo sapiens sarebbe più giusto chiamare la nostra specie Homo narrator".

Ma prima che questo post rischi di tramutarsi in un pamphlet e prima di dedicarmi interamente al Books Recap, ci terrei davvero tanto a dire grazie a tutti voi, che, seppur in un modo non immediatamente visibile, con il vostro entusiasmo, l'impegno e la dedizione a un mondo così piccolo e non remunerativo come la blogosfera letteraria (io la immagino come un'incantevole soffitta dal gusto rétro in un palazzo tutto vetro e acciaio), la passione senza riserve e senza pregiudizi per i libri che ci fanno sentire più vicini e più simili, mi avete aiutato a crescere. Mi auguro che possa essere ancora così, perché non ho nessuna intenzione di smettere proprio ora.

Va bene, ora sono davvero pronta.
Dunque ... a dir la verità sono un po' in imbarazzo, la mia quota di libri letti non è così buona, quest'anno, (non che abbia mai tenuto il conto), 24 complessivamente, di cui 6 in rilettura.
3 classici di cui 2 opere drammaturgiche, 2 serie erotiche, 8 fantasy di cui una graphic novel (la prima in assoluto che leggo), 5 di narrativa, di cui un racconto.

Cinquanta sfumature, la trilogia, E. L. James: ehhhhhhhhhhhhh. Devo dirlo di nuovo: è un vero peccato. Niente da aggiungere a quanto ho già ampiamente detto.

Don Giovanni
, Molière: credo che sia la prima commedia che leggo. Un'opera gustosa, sottile, ma con un'unico personaggio davvero apprezzabile. Vi racconterò tutto solo dopo un'attenta rilettura.

Otello, William Shakespeare: forse non così bello come lo immaginavo, o comunque non all'altezza di Re Lear o Amleto, ma ... anche questo da rivalutare scrupolosamente.

Twilight saga, Stephenie Meyer (rilettura): vi prego, impeditemi di parlare o faremo il nuovo millennio.

La signora Dalloway, Virginia Woolf (rilettura): ecco, tenete a mente il titolo, perché dopo un giusto riposo post-esami tra le soffici letture di Olga di carta e Viola, vertigini e vaniglia, Virginia Woolf mi aspetta al varco e ripartirò proprio da qui.
Un'esperienza intensa, profonda, da assaporare con calma, per imparare ad apprezzarne appieno il sapore.

Vanessa e Virginia, Susan Sellers: scoperto più di un anno fa sul blog Nuvole d'inchiostro questo libro, devo ammetterlo, mi ha leggermente deluso, non per altro, in realtà, che per il suo ritmo. Raccontato come una sorta di diario dalla voce di Vanessa Bell, la sorella pittrice e più in ombra di Virginia Woolf, il romanzo finisce per procedere a sbalzi, perdendosi per strada snodi narrativi cruciali, per la disperazione di noi poveri lettori. Da recensire.

La breve seconda vita di Bree Tanner, Stephenie Meyer (rilettura): crudele destino per questo romanzo essere l'ultima ruota del carro di una saga indimenticabile. In realtà (piccolo messaggio per chi lo snobba) questo libricino ci racconta l'altra faccia della medaglia del mondo dei vampiri creato da Meyer e di cui pensavamo di sapere tutto. Da recensire.

L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon: il libro perfetto per chi ama i libri.

Memorie di una geisha, Arthur Golden: sublime. Semplicemente sublime. Imperdibile. Io vi ho avvisati. Da recensire.

Serie The Boss, Abigail Barnette: un piatto non per tutti i palati, ma per me è stata la rivelazione dell'anno.

Grey, E. L. James: Dio che imbarazzo! Possiamo passare avanti?

Le ali della vita, Vanessa Diffenbaugh: se in un libro cercate quei particolari, quei caratteri, quegli episodi che vi ricordano così tanto la vita vera vista da vicino, con le sue gioie e le sue amarezze ... allora state cercando Vanessa Diffenbaugh.

Bellezza crudele, Rosamund Hodge: mmmmmh. Pensavo molto ma molto meglio, in ogni caso, dopo qualche pagina e un piccolo piccolo sforzo, si entra piuttosto bene in questo mondo particolare. Se decidete di iniziarlo però, vi consiglio di non fermarvi a metà: il più bello arriva proprio sul finale. Resto comunque dell'idea che, tra tutti i film e i libri che ci provano con tutta la buona volontà a riscrivere La bella e la bestia, il capolavoro della Disney è insuperato e insuperabile.

Miracolo in una notte d'inverno, Marko Leino: credo che questo libro mi resterà sempre nel cuore, perché mi ha dato la possibilità per la prima volta nella mia vita di partecipare ad un gruppo di lettura. Non l'avrei mai scelto e mi sarei persa qualcosa, una storia che getta una nuova luce sulla figura che tutti noi pensiamo di conoscere, quella di Babbo Natale.

Twilight, la graphic novel, Stephenie Meyer, adattamento e illustrazioni di Young Kim: la mia ultima lettura del 2015, che mi sono gustata come una pascià spaparanzata sul mio lettino, con tanto di servizio in camera a base di latte e caffè. Che dire? La adoro: ecco. So già che non sarà facile farmi smettere di parlare di Twilight, abbiate pazienza,

Il meglio (wow)



... e il peggio (sigh)



La sorpresa (!)
 


I miei buoni propositi:

TBR 2016

Olga di carta, Elisabetta Gnone
Viola, vertigini e vaniglia, Monica Coppola
La signora Dalloway, Virginia Woolf
La crociera, Virginia Woolf
Le onde, Virginia Woolf
L'incastro imperfetto, Colleen Hoover
La tentazione di essere felici, Lorenzo marone
La custode del miele e delle api, Cristina Caboni
Villette, Charlotte Brontë
Città di carta, John Geen
L'amore e le foreste, Eric Reinhart
Diari 1925-1930, Virginia Woolf
La banalità del male, Hannah Arendt

Extra



Ih ih ih ... ecco le mie sorprese di fine anno. 
Su Muriel Barbery sono ottimista. Più che ottimista. Insomma facciamola breve, non vedo l'ora di potermi precipitare in libreria. 
Stephenie Meyer con il suo voler riscrivere Twilight temo si sia tirata la zappa sui piedi, ma leggere il suo ultimo libro sarà inevitabile, comunque vada. Se supera anche questa prova, vuol dire che è ufficiale: le sue mani hanno qualcosa di divino. 

Oddio, un momento fatemi controllare l'orologio, che ora è? Oh, okay, ho giusto il tempo per una comunicazione di servizio. 
Dopo un mese di dicembre che non avrei mai immaginato così stupendamente attivo, io e BP ci prendiamo una pausa: o meglio, io cercherò di impegnarmi nello studio e la mia guastafeste preferita verrà puntualmente a disturbarmi con le sue chiacchiere. E quando comincia, devi per forza fermarti e stare a sentirla. Lo sai che ti odio, vero? No, hai ragione, non è vero (mannaggia a me!). 
Quindi vi facciamo tanti auguri di buon anno e noi ... ci rivediamo a marzo (tenete d'occhio la pagina Facebook però). 

Oh ancora un ultimo pensiero buono prima di chiudere per quest'anno.
Pippotto mio, te lo prometto, farò uno sforzo in più e, se sto leggendo un libro e non riesco a sintonizzarmi al primo colpo con la realtà, non ti farò ripetere una domanda più di una ... facciamo due volte va! 



martedì 29 dicembre 2015

TWILIGHT la graphic novel, Stephenie Meyer

Incipit:

                                      Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte,


nonostante nei mesi precedenti
ne avessi avuta più di un'occasione ...

Twilight, la graphic novel, volume I, Stephenie Meyer
Adattamento e illustrazioni di Young Kim
Traduzione di Luca Fusari
Fazi Editore


La mia lettura

Ecco, credo che ora possiate comprendere anche voi il mistero della criptica espressione meravigliosamente in due volumi
E immagino che nel caso di una graphic novel, sia piuttosto promettente se già alla cover sei pazza del libro. No, ragazzi, non mi trattengo più, devo dirvelo subito: ho trovato esattamente tutto quello che mi aspettavo ... e anche di più. 
Ma andiamo per ordine. 
Ho avuto un primo incontro ravvicinato con il primo volume (se non erro) diversi anni fa, quattro o cinque al più, ero ancora alle superiori allora, ma avevo già spolpato fino all'osso i quattro romanzi della sega. Trovai la cosa come minimo intrigante, incantevole, ma per impormi di non fare gli occhioni della supplica a mia madre, riuscii a convincermi non so come, mento all'insù, aria di sufficienza, che ... bah, ma quante ne inventano pur di vendere?!   
Dentro di me invece raccoglievo i cocci del mio cuoricino. 
Poi un giorno, appena qualche mese fa, mentre navigavo su Google, mi sono trovata casualmente a digitarne il titolo e (ma si capisce!) a sbirciarne qualche sequenza. Non sarà un'immagine molto elegante, ma chissenefrega ho passato un'ora a sbavare davanti allo schermo. 
Non dovrei neanche sprecare inchiostro a dirlo, ovviamente il dado era già tratto: appuntato accuratamente in WLNW (Wish-List-Not-Written). 
Insomma, agli sgoccioli di novembre ho chiamato il mio fidatissimo Nonno Sam, il Libraio (no, non è il suo nome, l'ho preso in prestito dal personaggio di Kiss me Licia)  e ho atteso il suo vitale responso, mentre in mente mia accendevo un cero immaginario a tutti i Santi del Paradiso. Sarei potuta scoppiare a piangere senza sforzo quando mi ha risposto "C'è". Con New Moon purtroppo non sono stata altrettanto fortunata, ma ehi, non è che ho intenzione di darmi per vinta. 
Mi ci sono dedicata anima e corpo, anzi no, anime e core (il napoletano è decisamente più passionale) tutta la giornata del ventisei, con un apprezzatissimo interludio a base di lasagne-del-giorno-dopo (tutti i buongustai sanno il segreto: una spadellata con un po' di latte ed è diecimila volte meglio che appena sfornata). 
E così è stato che Natale quest'anno è durato la bellezza di ventiquattr'ore.
Ma ... mi sembra di cogliere dei mormorii? Va bene va bene, è ora di essere maledettamente seri.
Tanto per essere chiari, subito subito: consigliatissimo se siete Twilighters sfegatati.
Vedete, la cosa bella da far accapponare la pelle è che quello che ti viene restituito è il romanzo, passo passo, con un'inaudita attenzione ai dettagli: il modo in cui viene rappresentato il buio (interiore o esteriore che sia), come un intreccio di rovi su sfondo scuro, le schermaglie di sguardi, il colore che fa capolino qua e là, nei punti chiave, tra le pagine in bianco e nero, la particolarità di certe inquadrature più sfumate e altre molto focalizzate.


Ho molto apprezzato tutte queste scelte che Young Kim ha adottato nell'illustrare e nel raccontare, e nel presentare i personaggi.
Nella prima comparsa di Bella (prologo escluso), mi è piaciuto moltissimo il fatto che di lei non vediamo mai il viso mentre è insieme a sua madre, poi voltando pagina, ecco un primo piano completo, a rivelarci tutti i sentimenti che si porta dentro e che a Renée ha tenuto ben nascosti. Ecco, chi Twilight l'ha letto, sarà felice di ritrovare tutta la ricchezza del personaggio di Bella, in tutte le sue sfaccettature, così come Stephenie Meyer l'ha delineato.      
E cosa dovrei dirvi dell'incontro fatale con i Cullen?

Fu in quel
momento ...
... che li vidi
per la prima
volta
Io credo che la scena si commenti da sola.
Tuttavia ... la mia preferita in assoluto è questa qui.




Era la prima volta che lo sentivo dire che mi amava







Mi piace lasciarvi con le parole della stessa Young Kim, che, a mio avviso, colgono esattamente il senso più sottile, delicato e profondo dell'epopea romantica che ci ha fatto letteralmente innamorare. 

All'inizio della storia
né Bella né Edward credevano di poter trovare la felicità,
perché erano diversi da tutti gli altri.
Ma ora iniziamo a intuire che, di sicuro,
un giorno riusciranno a essere felici insieme.

Ai miei lettori: spero sinceramente che la natura unica
che ciascuno di noi ha sia amata da qualcuno,
specialmente da noi stessi ... 

Il giudizio di BP: Mi ha stregato 


lunedì 28 dicembre 2015

Books, chocolate and ... friends: conclusione del GdL

Oggi si conclude ufficialmente il gruppo di lettura Books, chocolate and ... friends che anche quest'anno Muriomu ha organizzato, in collaborazione con La ragazza che annusava i libri, Penna d'oro e Il salotto del gatto libraio.
Colgo l'occasione (l'ultima, ormai, ahimè) per ringraziare tutte voi per la splendida organizzazione e ovviamente Little Pigo, che ha ispirato la scelta del libro. Scelta assolutamente perfetta e dolcissima per questo Natale, che sicuramente ognuna di noi avrà sentito e vissuto in modo diverso, con una percezione più profonda del suo mistero e della sua magia, imparando ad essere grati per ciò che abbiamo, sperando di poter dire un giorno, come Nikolas "Sono stato fortunato a vivere questa vita".

Immagino però che anche voi, come me, abbiate già un po' di nostalgia per il nostro GdL, e così ho pensato di proporvi "Miracolo in una notte d'Inverno" in un piccolo riepilogo, attraverso le citazioni e i passaggi che ci hanno emozionato di più.
Buona (ri)lettura!

"Immaginate di avere le ali, come un'aquila" esordì il nonno. "Ali che vi fanno librare nell'aria e volare fino all'isola della famiglia dei Pukki. Le ali della fantasia".

"Sta arrivando l'inverno anche quest'anno" rispose Einar indicando il cielo. "E sembra davvero minaccioso".

"E' un regalo per Ada" bisbigliò. "Per Natale".
"Ah sì?" chiese Einar meravigliato. "Ma a Natale non usa fare regali".

Voleva fissare tutto nella memoria per non dimenticarlo mai. Si riempì i polmoni dell'odore familiare di casa. No, non avrebbe dimenticato. Non sarebbe accaduto.

"Addio papà. Addio mamma." (...) "Ma a te non dico addio piccola Ada".

Per lui il Natale era un momento di grande dolore, ma non c'era motivo che lo fosse anche per Emil e Helena.

Quando era arrivato la prima volta in paese si era imbattuto in Isak, e ora che andarsene stava diventando una possibilità concreta lo incontrava di nuovo. Il destino sembrava volerci mettere lo zampino.

"Il premio della gara è tuo. Tra tutti noi sei quello che lo merita di più. E' il nostro regalo di Natale, così ti ricorderai di noi".

Il corso delle stagioni era talmente armonioso e regolare da far dimenticare a Nikolas che il tempo non è una ruota, che può girare all'infinito nello stesso cerchio, senza logorarsi.
Ma ogni stagione lasciava il segno sulla pelle di Nikolas e Isak. Ogni anno che passa lascia un anello nel tronco degli alberi e lo stesso fa con le persone.

"Il mare ha imposto a entrambi un duro sacrificio, ma ci ha anche restituito tanto".

Non sarebbe mai riuscito a sfuggire alla sofferenza, anche se avesse camminato fino ai confini del mondo.
Seduto su quella pietra lasciò che il dolore lo raggiungesse.

L'enorme sagoma in movimento del poderoso rapace si proiettava sul pendio, come a voler mostrare l'esistenza di un'altra dimensione, un regno delle ombre, un riflesso nascosto del mondo reale.

"Un giorno ho capito che avevo fatto regali solo alle persone che mi avevano aiutato" continuò sedendosi di fronte a Emil. "Pensa che egoista sono stato!".

"Vedi, io ho un sogno" spiegò Nikolas. "Vorrei che questa tradizione continuasse anche quando io non ci sarò più".

Pensava spesso ad Ada come a una vite selvatica, e a se stesso come a un muro conquistato da quella pianta, i cui rigogliosi tralci si arrampicavano lungo la parete nascondendone le crepe, e donandole nuovo splendore.

"Anch'io ho imparato molto da te".
"Da me?"
"Sì. Da te ho imparato la gioia di dare senza ricevere"

Ora era tutto chiaro. Aveva finalmente chiuso i conti con il passato. Pensò che l'inverno successivo, quando la neve che entrava dal vetro rotto si sarebbe di nuovo accumulata, l'alberello non sarebbe più sembrato tanto piccolo. Sarebbe stato un albero grande, e poi sarebbe invecchiato. Forse sarebbe diventato cavo e avrebbe ospitato il nido di una civetta delle nevi. 

"Un amico del mio babbo" disse sorridendo al piccolo Nikolas. "Quello che ci è volato sopra la testa la notte di Natale, era un amico del mio babbo."
"Babbo Natale! Babbo Natale".

"Pensate se qualcuno tra cento o duecento anni ritroverà lo scrigno, come è capitato a voi l'estate scorsa" continuò il nonno. "Pensate che meraviglia!". 

domenica 27 dicembre 2015

Diario del giorno di Natale #2015

Miei cari lettori, dopo due giorni di dovuta e necessaria astinenza dal PC, eccomi pronta, da questo capo del web, a tornare alla ribalta: attenzione, riflettori su ... il giorno di Natale.

Ohhhhhhhh ... iniziamo subito col dire, come forse avrete intuito dal mio precedente post, che il Natale per me comincia con la celebrazione della messa della mezzanotte. E' qualcosa che proprio ... non avete idea ...  ough, come ve lo spiego?
Solenne e lieve, gioioso e trepidante, traboccante, limpido.
O semplicemente, come si canta nel responsorio alla seconda lettura, "Oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza".
Ovviamente poi, dieci minuti buoni li devi spendere (no?) per distribuire auguri di qua e di là, mentre ti avvi in processione dietro gli altri all'uscita. 
Silenziosi come gatti (ssssssh, per non svegliare mamma e papà, a KO dopo una giornata giù alla pasta fresca) io e mio fratello, siamo quindi rientrati a casa, "impigiamati" (no, non lo trovate sul vocabolario!) e rannicchiati, avvoltolati sotto le coperte.  
Tre secondi dopo: è mattina. 
E mattina?
Sì sì sì, è mattina!!! 
E tutti sanno cosa significa la mattina Natale. 
Suppergiù centra qualcosa una tazza di Ciobar che mamma ha gentilmente e caparbiamente girato e rimescolato, e giù intanto un'altra zaffata di cacao (perché, secondo l'ormai consolidata tradizione natalizia, denso non ci vuole proprio, ma proprio diventare!), io che mi trastullo oziosamente, sadicamente cucchiaino minuscolo dopo cucchiaino minuscolo sotto gli occhi imploranti di mio fratello ... e poi beh ... un distinto e signorile assalto ai regali, presenziato dal nostro Signor Albero di Natale sfavillante in tutto suo bell'oro.


Ed ecco a voi, con tutto il mio immenso, scalpitante, materno piacere, le mie nuovissime adozioni libresche. 
Da brava e diligente drogata della saga di Twilight, potete notare dall'alto meravigliosamente in due volumi (avrò presto modo di spiegarvi il perché di questa definizione) la graphic novel del primo libro. Divorata e digerita scrupolosamente giusto ieri.
A seguire, finalmente nelle mie mani, dopo mesi di attesa, Viola, vertigini e vaniglia della spumeggiante Monica Coppola (qui il suo spassosissimo blog).
Cambio drastico e repentino di genere: La banalità del male di Hannah Arendt. Lo avrete notato In attesa sul mio scaffale, allora pensavo di leggerlo (me sventata) in Pdf, finché non ho realizzato che questo libro avrei dovuto sentirlo, viverlo, strapazzarlo, possibilmente con una matita ben temperata in mano. Mi aspetto molto da questa lettura.
Standing ovation per Olga di carta di Elisabetta Gnone, sorpresa mancata di mia madre (eh sì, l'ho sgamata in pochi secondi), ma mooooooooooooooooolto ben accetta in ogni caso.
Finiamo in bellezza. Villette della divina Charlotte Brontë, protagonista, tra l'altro, del mio primo appuntamento di Esclusivo.

La brutta notizia è che non ho ancora trovato una sistemazione dignitosa per i miei pargoli. La bella notizia è che al momento mi fanno compagnia tutta la notte dall'alto della mia scrivania, provvidenzialmente accomodata accanto al mio letto.

Il resto della giornata è filato via come un delizioso ricamo su una candida coperta di lino.
Mio fratello si è beccato in testa il tappo dello spumante, nonno per una volta ha potuto seguire la cottura dell'agnello come gli era più congeniale, la crosta delle lasagne croccante in modo impeccabile, ci siamo dimenticati (fatto epocale) della consueta partita a carte, a grande richiesta, a merenda, l'istituzionale torrone bianco rigorosamente duro.
Direi insomma ... un Natale semplice, non troppo abbondante o sontuoso, ma perfetto così com'è stato, senza quella malinconia del "è già passato". Solo la morbida sensazione di essere stati esattamente dove dovevamo essere, tra persone che amiamo e che ci amano.

A questo punto, vi saluto con una citazione di Gibran (onestamente, un autore che mi è ancora sconosciuto), un regalo della mia carissima amica D, la sera della Vigilia.

Quando amate non dovreste dire "Dio è nel mio cuore", bensì "Io sono nel cuore di Dio". 
E non pensate di poter dirigere il corso dell'amore, giacché, se vi trova degni, è l'amore che dirige il vostro corso.  
 

giovedì 24 dicembre 2015

Tanti auguri da Rosa e BP

"Anche quest'anno è già Natale", così diceva una deliziosa canzoncina, e così è ... per davvero.
Scrivo questo post col pensiero che già corre alla funzione della veglia, deve essere per questo che mi sono ricordata proprio ora all'ultimo momento (eh sì, fra un'oretta mi tocca già scappare) di un piccolo regalo che avevo in mente per voi da un po', miei cari lettori.

Non so quanto sia usuale nella blogosfera, ma vi prego non storcete il naso, e non affrettatevi a cliccare sulla freccia-torna-in-dietro appena vi svelerò ... la preghiera con cui vorrei lasciarvi questa sera.
Troppo tradizionalista? Prendetevi un po' di tempo per leggerla e ditemi voi, perché, vi giuro, questo è davvero, ma davvero uno dei testi più belli, più toccanti che abbia mai letto.

Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "Dammi il tuo cuore, amami come sei"
Se ti aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle che non vorresti commettere più, non ti permetto di non amarmi.
Amami come sei.
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami ... come sei ... Voglio l'amore del tuo povero cuore, se aspetti di essere perfetto,non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?
Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo così come sei ... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". 
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. 
Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore.
Oggi sto alla porta tua del cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe vederti dubitare di me e mancare di fiducia. 
Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia ... Non preoccuparti di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la mia forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare ...
Ma ricordati ... amami come sei ...
Ti ho dato mia madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai.
Va ...   

lunedì 7 dicembre 2015

Books, chocolate and friends: prima tappa

Sapete cos'hanno di brutto le piccole cittadine?
Non hanno librerie.
Appena dietro l'angolo la macelleria, se attraversi la strada ne trovi addirittura un'altra, pizzerie ad ogni buco disponibile, parrucchiere sempre piene, da un po' persino l'abbigliamento è tornato alla ribalta, edicola e cartolibreria sì ovviamente ... ma di libri non c'è odore in giro.
Sissignori: Rosa, la Lettrice di Casa, se vuole un libro, deve percorrere gli undici chilometri che la separano dalla sua libreria di fiducia. Crudele, beffardo destino.
Praticamente, qui da me, un'iniziativa libresca è quasi un atto di ribellione. E quasi inevitabilmente fallimentare.
Così quando Marzia del blog Cafè Litteraire da Muriomu mi ha lasciato un invito per il suo gruppo di lettura Books Chocolate and Friends non mi sono certo fatta pregare! Perché c'è solo una cosa che un lettore cronico ama più della lettura: condividerla, perbacco!
Dopo una settimana amabilmente trascorsa in chiacchiere tra lettori, l'annuncio è ufficiale: ebbene sì, sono arcifelice di avere un profilo Facebook.
Bando alle ciance ... senza ulteriori indugi, vi presento quello che da una settimana è diventato il mio (anzi, il nostro) nuovo compagno di viaggio.


Voltate poche pagine appena dopo la copertina (non vi sembra di avvertire già da qui un'aura di leggenda e magia?) troverete ad attendervi una favola piccola piccola, che si svela ad ogni "finestra" con la stessa delicatezza di un quadro ad acquerelli.
"Miracolo in una notte d'inverno" è una storia così lontana nel tempo da confondersi con la fantasia, finché Tommi e Ossi non trovano in fondo al mare uno scrigno in legno finemente lavorato che contiene due oggetti apparentemente privi di valore: un orologio e un biglietto con queste parole: "Buon Natale alla mia cara sorellina Ada. Tuo fratello Nikolas".
Ed è proprio da qui che comincia il racconto del loro nonno. Una sera alla volta. Come un calendario dell'avvento.
In un inclemente inverno artico, pochi giorni prima di Natale, l'infanzia felice del piccolo Nikolas viene spazzata via dal mare in tempesta.
Dopo aver sepolto i suoi genitori e aver lanciato nelle acque del mare il suo regalo di compleanno all'amatissima sorella Ada, che lui immagina adesso come una bella sirenetta, la vita del nostro Nikolas deve in qualche modo andare avanti. Adottato dal villaggio di Korvajoki, Nikolas ha troppa paura di aprire di nuovo il suo cuore e non si sente ancora pronto a lasciar andare via il suo dolore, l'unica cosa che ancora lo lega al ricordo della sua famiglia.
In questi giorni di lettura condivisa, è stato proprio il lutto e l'azione del tempo su di esso, il tema su cui più si è discusso. 
Vorrei lasciarvi, a questo proposito, con una frase che mi ha colpito molto. Giusto oggi pomeriggio, mentre stavo guardando su Rai 3 il telefilm ritrasmesso di recente La casa nella prateria (l'appuntamento quotidiano mio e di mia madre) la vecchia Kezia, ad un certo punto, dice proprio così:  "Le sofferenze si dimenticano, l'amore invece resta".
Ecco le poche, semplici parole che gli abitanti di Korvajoki avrebbero dovuto dire a Nikolas.
Ma forse questo meraviglioso bambino troverà la forza per scoprirlo da solo. 
  

venerdì 4 dicembre 2015

In love with Shakespeare #1: Reading Challenge

Questa rubrica nasce dal desiderio di raccontarvi una delle mie più grandi passioni.
"Sentirete di atti carnali, sanguinosi e contro natura, di giudizi accidentali, di morti provocati dalla malizia o dalla necessità ... Su tutto posso raccontarvi la verità". 

Oh voi mortali creature che ogni mattina trascinate le vostre esistenze nella brutale mischia del mondo ... uhm, un po' troppo altisonante come inizio?
Vabbe' dai, vi chiedo scusa, mentre voi andate a ripescare le vostre mandibole dal pavimento, mi affretto ad abbassare i toni. Che volete che vi dica, mi sono lasciata prendere la mano, basta il nome William Shakespeare ... e peregrino l'animo fugge via del cor, che lacci più per lui non ha. Ops ... non ditemelo: ci sono cascata di nuovo, eh?
Insomma ... a questo punto avrete capito l'antifona. Quando nella mia presentazione mi definisco innamorata alla follia di Shakespeare sono mortalmente, irrevocabilmente, irrazionalmente seria.
Orbene, ricorderete probabilmente la mia promessa di una rubrica tutta per Will e si da il caso che qualche giorno fa abbia avuto una piccola spinta del tutto inaspettata: The Shakespeare Challenge un'idea di Adele del blog The Book Lawyer.
E NOTATE BENE due sono le particolarità di questa Reading Challenge:
1 L'unico obiettivo è leggere tutte le opere teatrali di W. S.
2 La RC non ha un limite di tempo per raggiungere il suddetto obiettivo.
A mia personale discrezione ho aggiunto un solo punto:
3 Seguire un ordine di genere.
Ah, ho dimenticato qualcosa? Vi presento il mio venerato, imprescindibile bagaglio.


Così mi sono detta: "Rosa, tanto per cominciare, meglio mettere subito le carte sul tavolo".

Beh, al momento, questo per me è il punto della situazione per quanto riguarda le tragedie (escluse le tragedie storiche).

Troilo e Cressida
Coriolano
Tito Andronico
Romeo e Giulietta (in attesa di una rilettura che gli renda maggiore giustizia)
Timone d'Atene
Giulio Cesare
Macbeth
Amleto (ben 4 volte: più lo leggo più lo amo, insomma ... cosa aspettate a leggerlo???)
Re Lear (2 volte: il mio secondo preferito)
Otello (in attesa di essere spulciato fino all'ultima briciola)
Antonio e Cleopatra
Cimbelino
Pericle

E voi, oh gentili spiriti, oh animal benigni (grrrr, mozzati lingua!), che ne dite? Siete pronti a raccogliere la sfida?