Passa ai contenuti principali

Look!

Insomma … ad un certo punto, spulcia di qua e spulcia di là fra le tante colorate, accessoriate casette strappacuore che trovano spazio in questo universo parallelo chiamato blogosfera, un’occhiata al tuo umilissimo cantuccio, con buona pace, sei costretta ad ammetterlo: vabbe’ è vero, l’occhio vuole la sua parte.

Io, da parte mia, ho tenuto ben aperti tutti e due gli occhi, sapevo che era solo questione di tempo … e di giusti suggerimenti. E così alla fine ieri mattina ho trovato il coraggio di dire addio all'amatissimo verde dei miei alberelli di bosco.

Quindi oggi questo post è anche un modo per dire grazie al lavoro di blogger come Elena, che mettono a disposizione tonnellate di materiale salva-vita per blog appena nati, la loro passione per la creatività ti dà una carica pazzesca: con tutto il cuore, grazie di esserci! Grazie, perché adesso La Balena Parlante ed Io è un luogo più accogliente, ordinato, frizzante, vivace. Uff! Volete proprio guastarmi la festa eh? Okay, mi manca ancora un header fantasioso e soprattutto un menù funzionale, ma … pian pianino, un passo alla volta, realizzerò tutto quello che mi sono ripromessa.

Per oggi però io e B. P. siamo contenti così del nostro regalo tardivo.

Commenti

  1. scopro questo blog con troppo ritardo!!! da oggi hai una nuova lettrice! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta Stefania, è una gioia averti qui.

      Elimina
    2. lo è anche per me, seguirò con piacere tutte le evoluzioni e i cambiamenti :)

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

2017: tiriamo le somme

Fare un bilancio, per come la vedo io, significa essere onesti con se stessi e vedere un po' che si è combinato. Niente bluff. Ecco perché è un casino. Fuori di qui, resto sempre quella tipa lì, la nichilista, pseudo-romantica studentessa fuori corso (è il caso di festeggiare, sono entrata ufficialmente nel terzo anno già da un paio di mesi, mica uno scherzo) che va a letto con gli incubi, all'idea di avere tutta una tesi da scrivere, per non dire di un futuro nella grande spaventevole giostra del mondo in cui ancora non riesce a visualizzarsi. Passi avanti? Oh dai, ne abbiamo fatti. Per esempio, sul libretto, la mia carriera è ormai a un punto di non ritorno: tre firme ancora da apporre, gli ultimi tre esami, tre esami e puoi quasi dire di aver passato il primo step. Con quel pizzico di immaginazione che certo non ti manca puoi sentire fin qui la voce del presidente di commissione dichiararti dottoressa. Fa il suo effetto, perché negarlo. Un rito di passaggio deve fare il su…

GIACINTA, Luigi Capuana

"Colonnello!" disse la Giacinta, attaccandoglisi familiarmente al braccio e trascinandolo un po' verso la vetrata della terrazza con vivacità fanciullesca. (...) L'una e l'altro non riuscivano per qualche secondo a riattaccare discorso: poi la Giacinta spingeva gli occhi verso il colonnello che aveva ripreso la sua positura, e portando la punta del ventaglio alle labbra, lanciava un ebbene? un e poi? che provocava la risposta.

La mia lettura
Ho avuto un rapporto alquanto complesso con questo romanzo. Ad ogni pagina, per tutto il tempo, sentivo dolorosamente che qualcosa, qualcosa di decisamente importante, mancava. Quando finalmente sono riuscita a riporre ormai letto il libro nel suo angusto posticino nella libreria del mio studio, ho capito. Ho capito cosa non andava. Ma lascerò che sia qualcuno di più adatto allo scopo ad illuminarvi. "In generale mi piace dippiù la prima metà del tuo libro forse perché l'azione è più viva, o almeno è presentata con m…

Qualcosa si è mosso | Da SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO a NON DITELO ALLO SCRITTORE, Alice Basso

La mia lettura
Bene. Io direi che tre giorni passati a sghignazzare di segreta soddisfazione, in una posa a metà tra genio del male che trama nell'ombra e ragazzina delle medie alla prima cotta, possono anche bastare. Adesso ricomponiamoci un attimo, per amor del cielo, e cerchiamo di affrontare la situazione con la serietà che merita. Niente di insostenibile, state sereni. Perché la storia di cui parliamo è pur sempre, fondamentalmente, una storia adorabile. Si ride sotto i baffi, ci si commuove il giusto, si annuisce con quel pizzico di consapevole malinconia, ma soprattutto ci si innamora, di brutto. (E poi non venitemi a dire che non vi avevo avvertito).

Per la serie dove eravamo rimasti, ricapitoliamo: epica vendetta ai danni di capo schiavista calcolatore e di ex fidanzato stronzo opportunista. Yeah. Uno a zero per Vani Sarca, signori, che dal finale del primo libro esce trionfante come una Erinni dei reietti, in mano un nuovo contratto rimpolpato da un sacrosanto aumento, u…