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Books, chocolate and friends: prima tappa

Sapete cos'hanno di brutto le piccole cittadine?
Non hanno librerie.
Appena dietro l'angolo la macelleria, se attraversi la strada ne trovi addirittura un'altra, pizzerie ad ogni buco disponibile, parrucchiere sempre piene, da un po' persino l'abbigliamento è tornato alla ribalta, edicola e cartolibreria sì ovviamente ... ma di libri non c'è odore in giro.
Sissignori: Rosa, la Lettrice di Casa, se vuole un libro, deve percorrere gli undici chilometri che la separano dalla sua libreria di fiducia. Crudele, beffardo destino.
Praticamente, qui da me, un'iniziativa libresca è quasi un atto di ribellione. E quasi inevitabilmente fallimentare.
Così quando Marzia del blog Cafè Litteraire da Muriomu mi ha lasciato un invito per il suo gruppo di lettura Books Chocolate and Friends non mi sono certo fatta pregare! Perché c'è solo una cosa che un lettore cronico ama più della lettura: condividerla, perbacco!
Dopo una settimana amabilmente trascorsa in chiacchiere tra lettori, l'annuncio è ufficiale: ebbene sì, sono arcifelice di avere un profilo Facebook.
Bando alle ciance ... senza ulteriori indugi, vi presento quello che da una settimana è diventato il mio (anzi, il nostro) nuovo compagno di viaggio.


Voltate poche pagine appena dopo la copertina (non vi sembra di avvertire già da qui un'aura di leggenda e magia?) troverete ad attendervi una favola piccola piccola, che si svela ad ogni "finestra" con la stessa delicatezza di un quadro ad acquerelli.
"Miracolo in una notte d'inverno" è una storia così lontana nel tempo da confondersi con la fantasia, finché Tommi e Ossi non trovano in fondo al mare uno scrigno in legno finemente lavorato che contiene due oggetti apparentemente privi di valore: un orologio e un biglietto con queste parole: "Buon Natale alla mia cara sorellina Ada. Tuo fratello Nikolas".
Ed è proprio da qui che comincia il racconto del loro nonno. Una sera alla volta. Come un calendario dell'avvento.
In un inclemente inverno artico, pochi giorni prima di Natale, l'infanzia felice del piccolo Nikolas viene spazzata via dal mare in tempesta.
Dopo aver sepolto i suoi genitori e aver lanciato nelle acque del mare il suo regalo di compleanno all'amatissima sorella Ada, che lui immagina adesso come una bella sirenetta, la vita del nostro Nikolas deve in qualche modo andare avanti. Adottato dal villaggio di Korvajoki, Nikolas ha troppa paura di aprire di nuovo il suo cuore e non si sente ancora pronto a lasciar andare via il suo dolore, l'unica cosa che ancora lo lega al ricordo della sua famiglia.
In questi giorni di lettura condivisa, è stato proprio il lutto e l'azione del tempo su di esso, il tema su cui più si è discusso. 
Vorrei lasciarvi, a questo proposito, con una frase che mi ha colpito molto. Giusto oggi pomeriggio, mentre stavo guardando su Rai 3 il telefilm ritrasmesso di recente La casa nella prateria (l'appuntamento quotidiano mio e di mia madre) la vecchia Kezia, ad un certo punto, dice proprio così:  "Le sofferenze si dimenticano, l'amore invece resta".
Ecco le poche, semplici parole che gli abitanti di Korvajoki avrebbero dovuto dire a Nikolas.
Ma forse questo meraviglioso bambino troverà la forza per scoprirlo da solo. 
  

Commenti

  1. Grazie mille Rosa per la tua preziosa partecipazione e i tuoi interventi sempre attenti <3

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    1. Ho atteso con grande impazienza questa opportunità, sin da quando avevo adocchiato il banner sul tuo blog qualche mese fa. Quindi ... sono io che ti ringrazio!

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  2. Tu sei una lettrice da ammirare, ma anche una scrittrice dai pensieri profondi ed è sempre un piacere leggere i tuoi commenti sul gdl di Muriomu

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, ecco ... mi sono sciolta tutta.
      E' proprio questo il motivo per cui alla fine mi sono decisa a mettere su un blog letterario.
      Penso che il compito di ogni lettore non sia semplicemente leggere, ma spulciare, sviscerare un libro fino a trarne fuori tutto quello che vi si può leggere.
      Oh! Onoratissima, ovviamente, di averti fra i lettori del blog.

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