Passa ai contenuti principali

IL MONDO DELL'ALTROVE, Sabrina Biancu


In un angolo buio della stanza un bambino, rannicchiato su se stesso, con le ginocchia appoggiate al petto e il viso nascosto dalle braccia, singhiozzava e tremava. 


La mia lettura

Ho ricevuto la mail con il racconto in allegato il 10 di aprile, il che vuol dire, se i parametri della matematica non sono opinabili, che Sabrina Biancu ha dovuto attendere ben tre mesi prima che io iniziassi a leggere e valutare il suo lavoro.
Badate però che in tutto questo tempo mi sono ben guardata dal cedere alla tentazione di curiosare fra le varie recensioni che fioccavano in giro: una cosa a cui tengo e a cui non sono disposta a rinunciare quando incomincio un nuovo libro è la possibilità unica e irripetibile di avere un'impressione che sia mia, personale e autentica.
Mi sono quindi accostata alle prime pagine con tutto il candore e la golosità di una bambina, pronta ad accogliere tutto quello che avrei trovato, e a misurarlo attentamente passo passo.
Ecco, ora sono pronta a svelarvelo: cosa si nasconde nel Mondo dell'Altrove?
Una delle cose che ho apprezzato di più di questo libro è la sua struttura narrativa, che può leggersi in due sensi: cinque diversi racconti autoconclusivi, a sé stanti, ognuno con i suoi personaggi e il suo mondo, o un racconto unico, come perle di un'unica collana, un viaggio fantastico attraverso il quale il lettore si affaccia sulle finestre di un luogo, anzi di più luoghi, che non sono qui, ma altrove, ma dov'è dunque questo Altrove? E, prima ancora, cos'è? Un luogo tra il sonno e la veglia? Utopia? Miraggio? Sterile fantasia?
Per scoprirlo, come in tutte le storie, dobbiamo partire dall'inizio.
Questa storia inizia con il buio e il freddo, con la paura che ogni individuo porta con sé, come una bizzarra e pesante eredità, sin dalla nascita, quella di vivere. C'è un bambino e c'è una voce. Angelo custode, coscienza, Dio, non è importante quale sia il suo nome, la voce conduce il bambino, e noi con lui, tra il grigiore e l'indifferenza di un mondo in cui le persone hanno dimenticato come si fa a guardarsi negli occhi, abbagliati dalle seduzioni delle apparenze, dalla fredda e distaccata logica del denaro, che ci rende soli, ciechi, bruti e brutti, persone che hanno disimparato come stare insieme, come dare la speranza anche solo con un pasto caldo, che se vanno in giro, indaffarate, ma senza un vero impegno, uno scopo.
Passeggiamo fra grandi città e villaggi sperduti, posti fantastici o verosimili, ma sin da subito appare chiaro quale sia il luogo che all'autrice interessa realmente visitare: il cuore umano.
Ne viene fuori un'opera semplice, senza troppe pretese, adatta ai lettori di ogni età e abbastanza genuina nelle piccole morali che ogni storia racchiude in sé, come un cioccolatino fondente dal cuore di caramello, un linguaggio perfettamente chiaro e accessibile, sebbene forse un po' compassato e ridondante, soprattutto nei primi due racconti. Dovendo poi essere critica a tutti gli effetti, io credo che un libro di questo tipo avrebbe avuto bisogno innanzitutto di un impatto visivo più forte, avrei visto bene qualche illustrazione fra le pagine o anche solo delle vignette ad accompagnare i titoli dei racconti.
Ma il fatto è che il vero tocco di stile e originalità c'è, ed è nel racconto La rosa bianca, in cui, grazie anche ad una scrittura snella e accattivante e a un buon ritmo narrativo, trovano posto magnificamente tutti quei temi che nelle altre storie non riescono ad assumere una forma così vivida e convincente. Qui c'è tutto: c'è la solitudine di Elia, c'è Desideria ingannata dalla bellezza esteriore, c'è Irina che sacrifica il suo posto in cielo in un gesto d'amore puro e disinteressato. E c'è di più, molto di più, ed è questo il bello: l'intelligenza del cuore di un bambino che riesce a sradicare la mediocrità degli adulti, e ridà speranza e vita ad una donna che credeva di non meritare più di vivere.
E dove arriveremo alla fine del viaggio? Cosa farà quel bambino sperduto, dopo che anche l'ultima finestra si sarà chiusa sul suo Altrove?
È proprio qui che si chiude la storia, con il suo segreto più profondo: qui, su questa terra, questo condominio che ci siamo trovati ad abitare per caso, è qui che ognuno di noi ha il dovere di portare un po' del suo Altrove.

Traendo le dovute conclusioni, personalmente io vedo questo racconto come un esperimento ancora un po' acerbo e goffo, tuttavia resta il fatto che il potenziale c'è ed è buono. Spero davvero che Sabrina Biancu riesca a scoprire come sfruttarlo.


Il mondo dell'altrove | Sabrina Biancu | Marco Del Bucchia Editore 2015 | 116 p. | euro 12,00


Parole nuove: /

Bonus track: Rapsodia in blu di George Gershwin. Ecco, sto pensando proprio alla versione Disney, in Fantasia 2000  





Il verdetto della Balena Parlante: ★½

 

Commenti

  1. mi piace la tua recensione Rosa, ma non sembra il libro adatto a me, un po' troppo "filosofico" passami il termine

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah ah ah, capisco cosa vuoi dire, Chiara!
      In effetti spesso fantasia e filosofia vanno molto bene insieme!

      Elimina
  2. Ciao Rosa, anche con me Sabrina ha dovuto pazientare un po' ma ho letto con vero piacere i suoi racconti che si, hanno un buon potenziale sono d'accordo con te!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero? Sono curiosa di sapere cosa ci regalerà in futuro Sabrina.

      Elimina
  3. Ciao Rosa, spero non ti dispiaccia, ma ti ho nominata in questo tag
    http://appuntidiunalettrice.blogspot.it/2016/07/la-vita-segreta-di-una-bookblogger-tag.html
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi dispiace affatto, anzi!
      Ho visto in giro questo tag e sarò felice di farlo anch'io. L'unica cosa è che ho un sacco di tag arretrati, ma un passo alla volta posso fare tutto!

      Elimina
  4. ho questo libro sul comodino, devo iniziarlo prima possibile per farmi un'idea, ne frattempo interessante leggere a tua con cui potrò poi confrontarmi...
    http://www.audreyinwonderland.it/
    PS: grazie per le belle parole sul mio blog!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore, Amrita, non sai che emozione averti qui!
      Sottoscrivo tutto quello che ho detto, è un piacere passare da te, si respira decisamente un'aria diversa (e confesso che ho un debole per quelle foto semplicemente splendide dei tuoi post).
      Allora aspetto un confronto su questo libricino!

      Elimina
  5. Grazie mille Rosa per questa recensione e per la tua opinione in merito! :)

    Grazie per il tempo che mi hai dedicato! :)

    RispondiElimina
  6. Grazie mille Rosa per questa recensione e per la tua opinione in merito! :)

    Grazie per il tempo che mi hai dedicato! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi ha fatto molto piacere poter dare anche solo un piccolo, modesto contributo al tuo lavoro.
      Ti auguro ancora tanta fortuna e tante soddisfazioni per il futuro!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I preferiti, sotto l'albero, e tutto quello che resta da dire del 2018

L'avrete capito, no? È il momento dei listoni e cosa c'è di più banale. Eppure confesserò che a me non disturba poi granché, anzi. C'è qualcosa di così compiuto e perciò di rassicurante in una lista stilata con metodo. Per quanto, detto tra noi (ahi ahi ahi), la vostra Rosa qui presente quest'anno abbia letto una quantità di libri semplicemente miserevole. Non che i numeri significhino molto, okay, però oddio una soglia minima di 15 libri, per buona decenza, uno se la dà.
Invece ecco cosa risulta su Goodreads: You have read 13 of 30 books in 2018.
D'altra parte è vero che una Challenge offre una visione alquanto limitata della faccenda, perché, ad esempio, non tiene conto del fatto che per la prima volta da qualche anno non mi sia capitato neanche un libro veramente brutto brutto brutto o che tra i 13 suddetti sia compresa una delle più grandi narrazioni epiche mai concepite o ancora tre opere di saggistica lette a stralci ma che anche così lasciano un bagaglio rag…

Di cosa parliamo quando parliamo di Vani Sarca | Intervista ad Alice Basso

Ho incontrato Alice Basso il 15 dicembre, a Porto San Giorgio (un freddo demoniaco, ma ne valeva la pena, oh sì), durante una delle ultime presentazioni de La scrittrice del mistero (Garzanti 2018) e, a scanso di equivoci, mi sento in dovere di mettervi sull'avviso: questa donna è, realmente, quello che sembra, un concentrato di energia, il tipo con cui faresti ben volentieri notte fonda parlando sconclusionatamente di roba bellissima che non ti darà da vivere, libri libri libri film libri musica libri libri libri libri (proprio così, in loop). Soprattutto, però, quello che percepisci chiaramente, ascoltandola, leggendo i suoi libri (due racconti e quattro romanzi già pubblicati, più un quinto atteso per maggio), è che dietro il suo lavoro, di editor e di scrittrice, ci sono onestà e competenza in pari misura.
Nel 2013 è nel mondo dell'editoria da dieci anni, un ambiente «per niente asettico» (parola di Alice Basso) in cui succedono le cose più buffe e assurde, perché, molto …

GIACINTA, Luigi Capuana

"Colonnello!" disse la Giacinta, attaccandoglisi familiarmente al braccio e trascinandolo un po' verso la vetrata della terrazza con vivacità fanciullesca. (...) L'una e l'altro non riuscivano per qualche secondo a riattaccare discorso: poi la Giacinta spingeva gli occhi verso il colonnello che aveva ripreso la sua positura, e portando la punta del ventaglio alle labbra, lanciava un ebbene? un e poi? che provocava la risposta.

La mia lettura
Ho avuto un rapporto alquanto complesso con questo romanzo. Ad ogni pagina, per tutto il tempo, sentivo dolorosamente che qualcosa, qualcosa di decisamente importante, mancava. Quando finalmente sono riuscita a riporre ormai letto il libro nel suo angusto posticino nella libreria del mio studio, ho capito. Ho capito cosa non andava. Ma lascerò che sia qualcuno di più adatto allo scopo ad illuminarvi. "In generale mi piace dippiù la prima metà del tuo libro forse perché l'azione è più viva, o almeno è presentata con m…